lunedì 21 gennaio 2019
Polemiche per le dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio e di Di Battista sulla «moneta coloniale» in Africa, «causa del mancato sviluppo di decine di Paesi». Dura la risposta del governo francese
Macron a un convegno sul Sahel a Bruxelles nel febbraio 2018 (Ansa)

Macron a un convegno sul Sahel a Bruxelles nel febbraio 2018 (Ansa)

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L'ambasciatrice d'Italia a Parigi, Teresa Castaldo, è stata convocata dal ministero degli Esteri francese in seguito alle ultime dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio sulla «moneta coloniale». Frasi "inaccettabili e senza motivo", che hanno dato origine alla forte reazione diplomatica, secondo Europe1.

Il leader grillino è tornato sull'allarme immigrazione nel Mediterraneo e punta il dito sulle cause, più che gli effetti. L'avversario è la Francia ex colonialista, e in particolare Emmanuel Macron lo «sfruttatore d'Africa». Parola del vicepremier: «Se oggi la gente parte dall'Africa è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia, non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani». Fa peggio il presidente francese che, per il leader 5 Stelle, «prima ci fa la morale, poi continua a finanziare il debito pubblico con i soldi con cui sfrutta l'Africa». Da qui il suggerimento a Bruxelles di imporre sanzioni a Parigi e portare la questione fino all'Onu.

A innescare le polemiche l'altro leader pentastellato
Alessandro Di Battista, ospite domenica sera a Che tempo che fa: si è presentato da Fazio con in mano il fac simile di una banconota da 10mila franchi Cfa che poi ha strappato in diretta. «Questa è una banconota da 10mila franchi delle colonie francesi, il franco Cfa - ha spiegato Di Battista - se non affrontiamo il tema della sovranità monetaria in Africa non se esce più. Attualmente, vicino Lione, la Francia stampa questa moneta utilizzata in 14 Paesi africani, tutti Paesi della zona subsahariana i quali non solo hanno una moneta stampata dalla Francia, ma per mantenere il tasso fisso con l'euro sono costretti a versare circa il 50% dei loro denari in un conto corrente gestito dal Tesoro francese col quale ci pagano una cifra irrisoria del debito pubblico francese pari circa allo 0,5%». «Ma soprattutto - ha incalzato ancora l'esponente M5s - con questo controllo geopolitico dell'area, la Francia gestisce la sovranità di questi Paesi impedendo la loro legittima indipendenza, la loro sovranità monetaria e fiscale». Quindi, strappando la banconota in mille pezzi, ha aggiunto: «Finché non si strapperà questa banconota, che è una manetta, le persone continueranno a scappare, a morire in mare e a trovarsi altre rotte».

Ma la polemica sulla «moneta delle colonie» non è finita qui. E ieri sera ha travolto anche la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che più volte in passato aveva sollevato la questione. Ospite di Massimo Giletti a Non è l'Arena, Meloni ha sventolato un fac simile della stessa banconota mostrata in tv da Alessandro Di Battista: «Questo si chiama franco Cfa è la moneta coloniale che la Francia stampa per 14 nazioni africane alle quali applica il signoraggio e in forza delle quali sfrutta le risorse di questa nazione. La soluzione non è prendere gli africani e spostarli in Europa ma liberare l'Africa da certi europei che la sfruttano e consentire a queste persone di vivere di quello che hanno».

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