mercoledì 14 dicembre 2016
Obiettivo circa 2,5 stranieri ogni mille abitanti con una perequazione per Comuni più piccoli e capoluoghi di città metropolitane. Presto incontro con le Regioni.
Intesa per l'accoglienza agli stranieri in fuga da guerre e persecuzioni (Lapresse)

Intesa per l'accoglienza agli stranieri in fuga da guerre e persecuzioni (Lapresse)

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È stato raggiunto, in un incontro oggi tra il neo ministro dell'Interno Marco Minniti e gli esponenti dell'Anci, l'accordo sulla distribuzione dei migranti sul territorio . "Il piano - ha spiegato il presidente dell'Anci Antonio Decaro - prevede un riparto equo e che i Comuni che vorranno aderire su base volontaria allo Sprar avranno la garanzia di una sorta di clausola di salvaguardia. Parliamo di circa 2,5 migranti ogni mille abitanti con una perequazione per Comuni più piccoli e capoluoghi di città metropolitane".

Inoltre è previsto in tempi rapidi un incontro tra il ministro Minniti, e i presidenti di Regione sulle criticità nella gestione dell'accoglienza degli immigrati. Lo riferisce l'assessore della Regione Piemonte, Monica Cerutti, che oggi ha partecipato in rappresentanza della Conferenza delle Regioni al Tavolo di coordinamento nazionale sull'immigrazione. "È stato un incontro costruttivo durante il quale ho ribadito le esigenze delle Regioni e le criticità nella gestione dell'accoglienza", ha dichiarato.

"Ho rinnovato la richiesta delle Regioni di incontrare il Governo - ha sottolineato Cerutti - e sono stata rassicurata sul fatto che nelle prossime settimane ci sarà un incontro tra il ministro Minniti e i presidenti regionali. Inoltre ho nuovamente fatto presente che il piano di distribuzione dell'accoglienza elaborato da Governo e Anci non ha visto alcun coinvolgimento delle amministrazioni regionali".

"L'alto numero dei dinieghi - ha infine osservato Cerutti -unito ai tempi lunghi di attesa per la valutazione delle domande di asilo, rischia di minare il sistema dell'accoglienza. Si tratta di una questione non più procrastinabile, che richiede un'assunzione di responsabilità politica".

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