sabato 24 giugno 2023
Bonaccini: sempre più tardiva la nomina del commissario alla ricostruzione, sono necessari 1,8 miliardi entro l’autunno. Ma l’esecutivo rinvia a settimana prossima le decisioni
Le strade ancora ricoperte di fango nel Bolognese

Le strade ancora ricoperte di fango nel Bolognese - Ansa

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La ricostruzione dell'Emilia-Romagna dopo l’alluvione resta uno dei temi più aspri del dibattito politico. Da un lato ci sono le opere da mettere in campo per ristabilire una nuova normalità sui territori colpiti, ma il rovescio della medaglia è la discussione che si è innescata sull’entità delle risorse da stanziare (e recuperare) e, soprattutto, chi dovrà gestirle e stilare il programma dei lavori. Il Consiglio dei ministri saltato giovedì avrebbe dovuto analizzare il disegno di legge quadro predisposto dal ministro della Protezione civile e delle politiche del Mare, Nello Musumeci, che introdurrà la delibera di “Stato di ricostruzione di rilievo nazionale”. Tutto rimandato a settimana prossima, compresa la (attesissima) nomina del commissario straordinario.

Intanto «è passato più di un mese» fa notare il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. Che pur non trovandoci «nulla di drammatico» avvisa: «Sta cominciando a diventare un po’ troppo tardiva la nomina». Anche perché «abbiamo consegnato una stima dei danni di 8,8 miliardi esclusi quelli indiretti, ma ne servono subito 1,8 miliardi per fare interventi per arginare le frane, rimettere a posto gli argini dei fiumi, recuperare e riaprire una parte di strade entro l’autunno per evitare che un evento ordinario diventi straordinario», ricorda il governatore. Che molto probabilmente non verrà scelto per gestire la fase post-emergenziale, sebbene garantisca comunque al governo che «ogni euro dato all’Emilia-Romagna vi tornerà indietro con gli interessi» perché «a noi la voglia di lavorare non la insegna nessuno».

I numeri sono comunque impietosi. In agricoltura, ad esempio, secondo l’Associazione Italiana Coltivatori, due aziende agricole su cinque sono state colpite direttamente dall’alluvione con danni che si aggirano in media su oltre 70mila euro di danno per singola azienda. Inoltre, sono stati compromessi più di 27mila ettari coltivati a vite mentre le coltivazioni di pesche e albicocche contano circa 220 milioni di danni e 237 milioni di mancati introiti nei prossimi tre anni, quel che servirà per riportare i campi allo stato di normalità.

La Regione, intanto, fa sapere che, tramite un'ordinanza del commissario straordinario per la gestione dell'emergenza, cittadini e professionisti potranno procedere da subito alla presentazione della richiesta del contributo di 5mila euro, quale primo rimborso per i danni subiti dalle abitazioni. Così come da subito potranno attivare l’eventuale perizia per l’accertamento dei danni ulteriori. Ma il punto cruciale resta sempre la nomina del commissario, che per gli artigiani della Cna è «urgente», visto che «a oltre un mese dalla catastrofe che ha travolto un’area con una estensione pari a sei volte quella di Roma, dove operano 130mila imprese con 443mila lavoratori, moltissime famiglie ancora non possono fare rientro nelle proprie abitazioni e migliaia di imprese non sono in grado di riprendere l’attività».

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