Flotilla, tutti a casa. Ora però l'Italia chiede all'Ue sanzioni contro Ben-Gvir

Il ministro Tajani scrive a Kallas a nome del governo. Rilasciati tutti gli attivisti, oggi ripartiranno da Israele. Il deputato Carotenuto e il giornalista Mantovani raccontano di essere stati picchiati e tenuti fino all'aeroporto con le catene a mani e piedi «come i criminali»
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May 21, 2026
Flotilla, tutti a casa. Ora però l'Italia chiede all'Ue sanzioni contro Ben-Gvir
Il deputato del M5S Dario Carotenuto è rientrato all'aeroporto Fiumicino di Roma. ANSA/TELENEWS
Il governo si muove per chiedere risposte dell’Europa nei confronti di Israele. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato infatti su X che «a nome del Governo italiano ho appena formalmente chiesto all'Alto Rappresentante Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri Ue l'adozione di sanzioni contro il ministro per la sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla, prelevando gli attivisti in acque internazionali e sottoponendoli a vessazioni e umiliazioni, violando i più elementari diritti umani». Una decisione che arriva dopo la diffusione di un video ieri in cui irrideva e umiliava gli attivisti fermati della Flotilla. Il filmato sarà acquisito dai magistrati romani che sentiranno anche i 29 attivisti fermati, rialsciati e già rientrati in Italia. Tra loro anche il parlamentare del M5S Carotenuto e il giornalista del Fatto Mantovani che verranno ascoltati dalle forze dell'ordine. I due hanno denunciato di aver subito e assistito a maltrattamenti e abusi.
l titolare della Farnesina, ricordando che c'era già stata una proposta di sanzioni poi accantonata, ha affermato che «questa ora dovra' essere riportata all'ordine del giorno. È la soluzione più rapida e più incisiva che si possa fare». Non è detto - ha aggiunto Tajani - che sia «l'ultima proposta del governo italiano. Ben-Gvir non e' soltanto un personaggio che ha fatto uno spot pittoresco, essendo il ministro per la Sicurezza nazionale è anche il responsabile della polizia, quindi gli atti della polizia vanno ascritti direttamente a lui. Per quanto riguarda la vicenda di ieri, tutti si sono dissociati, c'e' stato uno scontro in atto nel governo, una polemica molto dura tra il ministro degli Esteri e Ben-Gvir, anche alla Knesset, il ministro degli Esteri ha condannato la posizione». Il capo della diplomazia ha poi escluso responsabilità dell'intero esecutivo di Tel Aviv: «Se il ministro degli Esteri e il primo ministro hanno condannato quello che ha fatto Ben-Gvir, evidentemente non erano d'accordo con quello che ha fatto. Non erano ordini partiti da loro. Poi sul resto possiamo discutere».
Il racconto di Carotenuto e Mantovani
Ripartiranno tutti oggi con un charter della Turkish Airlines gli attivisti della Flotilla catturati dalla marina israeliana in acque internazionali a largo di Cipro due giorni fa, tra cui 29 italiani. Tra loro anche il deputato M5s Dario Carotenuto rientrato oggi in Italia insieme al giornalista del Fatto quotidiano Alessandro Mantovani. I due hanno raccontato il trattamento inumano ricevuto e il non rispetto del diritto internazionali. «Ci pestavano e ci dicevano Welcome to Israele», ha raccontato all’atterraggio a Fiumicino, visibilmente commosso. «È tutto orribile - ha detto - Ci hanno picchiato selvaggiamente tre energumeni. Ho preso un pugno in un occhio e dei calci. Ad un certo punto mi sembrava di non vedere più». Il parlamentare ha aggiunto di essere stato trattenuto sei ore in una stanza con l’aria condizionata a 17 gradi «sparata in faccia, seduto su una sedia. E questo è stato il trattamento di 'favore' che mi hanno riservato. Poi mi hanno portato in aeroporto con le manette alle mani e ai piedi, facendomi passare davanti a tutti come se fossi un criminale». Il suo pensiero adesso è a chi è ancora lì, per cui – ha sottolineato - «la politica non fa abbastanza». Nella panic room in cui li facevano entrare - ha spiegato -« ci davano le scarpe in mano e non potevamo neanche difenderci. Ci picchiavano selvaggiamente. Mi sono identificato con il passaporto di servizio ma mi hanno strappato una collanina , ammanettato. A me è andata bene e ne sono uscito in piedi. Ad uno lo hanno portato in infermeria con lesioni interne. Persone erano bendate. La sorella della Presidente irlandese coordinava il pronto soccorso ed hanno curato persone messe malissimo, anche anziani, ragazze; per venti, trenta con fratture ed alcuni con abusi sessuali».
Anche il racconto del giornalista Mantovani è sulla stessa lunghezza d’onda. «Durante la deposizione mi hanno tolto i pantaloni col portafoglio e non me li hanno ridati – ha sottolineato il giornalista - E poi abbiamo preso botte, ho visto anche donne colpite. Questo succede perché Israele è protetto dai governi di mezza Europa compreso il nostro». Dopo l’abbordaggio sono stati portati all'aeroporto Ben Gurion «con le manette e le catene alle caviglie e poi ci hanno imbarcato su un aereo per Atene, dove ci siamo sentiti bene».

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