Tajani: «Ben-Gvir indegno, ci saranno conseguenze»

Il ministro degli Esteri: esigiamo rimpatri immediati. Ipotesi sanzioni, «pronti a valutazioni politiche in Italia e nell'Ue». Sui fatti di Modena: basta propaganda sulle migrazioni, non rinunciamo allo Ius Italiae. Crisi energetica: no ad azioni unilaterali dell'Italia, sarebbero catastrofiche
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May 21, 2026
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani/ ANSA
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani/ ANSA
Ministro Antonio Tajani, i video di Ben Gvir che effetto le hanno fatto?
Sono indignato. Israele ha il diritto di difendersi, ma non ha il diritto di umiliare prigionieri, persone inermi che non hanno compiuto atti di violenza e che non sono terroristi - risponde il titolare degli Esteri -. Una cosa è mantenere un blocco navale, un’altra ben diversa è mettere in discussione la dignità e la sicurezza delle persone. Mi dispiace soprattutto per il popolo di Israele, che non merita un ministro come Ben-Gvir. L’Italia comunque chiede conto di quanto è accaduto al Governo israeliano.
Lei ha fatto convocare l'ambasciatore, non è la prima volta: si è arrivati a un punto di rottura che giustifichi scelte più forti sui rapporti Italia-Israele?
Non credo che si debba fare una gara a chi compie il gesto più spettacolare. Per noi però è stata superata una “linea rossa”. Credo che si debba far capire con la massima chiarezza ai nostri interlocutori israeliani che episodi come questo accentuano l’isolamento di Israele anche nei confronti dei Paesi più amici. Valuteremo il nostro atteggiamento politico. Valuteremo cosa fare anche in Europa. Anche chi non condivide e considera provocatorie le campagne delle flottiglie, non può tollerare che cittadini non armati vengano trattati in questo modo. All’ambasciatore che abbiamo convocato ieri abbiamo detto che il Governo italiano esige che Israele garantisca l’incolumità fisica e il rimpatrio immediato di tutti i civili fermati dalle forze israeliane.
Netanyahu ha preso parzialmente le distanze da Ben Gvir, ma la sua leadership, nonché il sodalizio “armato” con Trump, non sono ormai un problema strutturale per le democrazie liberali dell’Europa?
Non solo il primo ministro Netanyahu, ma anche il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar, anche con parole molto dure e severe, ha preso le distanze dal comportamento di Ben-Gvir. È un segnale che abbiamo colto positivamente ma che non risolve il problema di fondo della responsabilità di quanto accaduto. L’Italia non ha il diritto di interferire sui processi elettorali in Israele, i cittadini israeliani hanno diritto di scegliere con la massima libertà da chi vogliono essere governati. E Israele deve poter difendere i suoi cittadini. Ciò che penso e mi auguro è che il prossimo Governo israeliano, qualunque sia, tenga conto più di quanto è avvenuto nel passato recente della necessità di evitare abusi, provocazioni, violenze contro la popolazione civile palestinese a Gaza come in Cisgiordania, compresi i cristiani, che in Medio Oriente sono una voce di pace.
Intanto non si spegne l’eco dei fatti di Modena, ministro. In quella città si sono manifestati due volti del Paese: quale prevale per lei, superato il momento dell'emotività?
L’ho detto: per me prevale l’aspetto di chi è cittadino fino in fondo, di chi aiuta, soccorre, difende altri cittadini. Di fronte a un atto così gratuitamente violento verso passanti indifesi, l’indignazione è un sentimento più che comprensibile fra l’opinione pubblica. Però, al di là del possibile problema psichiatrico – ci diranno i medici – due aspetti non devono mai essere dimenticati: la responsabilità penale è individuale e non può essere ricondotta per analogia a chi magari ha le stesse origini o lo stesso credo religioso. E comunque il responsabile di questo folle gesto è un cittadino italiano nato in Italia. Certo, non possiamo negare che un problema esista: quello della radicalizzazione che nasce da parole d’ordine e linguaggi d’odio diffusi in alcuni settori dell’Islam in Italia. In questo ambito nascono stati d’animo inclini alla violenza che possono indurre una mente fragile a compiere un gesto criminale. In ogni caso una cosa è fondamentale, nessuna forma di razzismo è tollerabile in Italia, né da parte degli italiani verso gli stranieri, e neppure da parte degli stranieri verso gli italiani.
Tra i partiti di maggioranza sono emerse due linee diverse: FdI e FI caute, Lega all'attacco sui permessi di soggiorno. È il modo giusto di affrontare vicende di cronaca così complesse?
No, quella delle migrazioni è una questione epocale che non si può svilire per farne polemica o propaganda politica. Né il buonismo né la faccia feroce aiutano a risolvere un problema complesso e pieno di sfaccettature.
È riemerso anche il tema della cittadinanza agli stranieri: Forza Italia nel centrodestra portava avanti una proposta più avanzata rispetto alle regole attuali, la Lega ora chiede una stretta e FdI nel mezzo: è un capitolo che si può riaprire, e come?
Noi non rinunciamo alla nostra proposta sullo Ius Italiae, ma non vogliamo neppure che venga usata come un grimaldello dalla sinistra per dividere la maggioranza. Vogliamo costruire consenso attorno a una evoluzione della normativa che non faccia sconti a nessuno, che non sia lassista, ma che favorisca integrazione e convivenza. Noi abbiamo bisogno di buoni italiani, integrati e amanti di questa Nazione. Secondo noi per avere la cittadinanza italiana bisogna aver studiato in Italia, aver concluso un ciclo scolastico di dieci anni con profitto. Il nostro obiettivo è di favorire la formazione e lo studio della nostra lingua da parte di chi sente di amare l’Italia ed evitare di dare la cittadinanza a chi per dieci anni bivacca nelle stazioni, nei parchi e delinque. Dobbiamo premiare coloro che studiano e sono meritevoli.
Nel profilo della persona che poteva uccidere sabato a Modena appaiono frasi anti-cristiane: al netto di ogni strumentalizzazione, ritiene che ci siano sentimenti del genere diffusi tra le seconde generazioni, come dice il suo collega vicepremier Salvini?
Possono esserci, ma ripeto non si possono fare generalizzazioni. In Italia vivono tanti stranieri che sono ottime persone, rispettose delle leggi e vogliose di lavorare e di integrarsi. E poi esistono minoranze radicali che parlano un linguaggio d’odio anche verso i cristiani come quello usato dall’attentatore di Modena. E’ sbagliato negarne l’esistenza, come è sbagliato identificarle con tutti i musulmani.
Queste differenze di toni e contenuti emergeranno, nel centrodestra, anche per il voto sul fine vita?
Nessuna differenza, abbiamo compiuto una riflessione comune in linea con le indicazioni della Corte Costituzionale. Esiste un vuoto normativo che abbiamo il dovere di colmare. Anche per evitare che le Regioni vadano in ordine sparso. Ferma restando la libertà individuale, ma anche il fatto che il primo obiettivo per tutti dev’essere la vita e la qualità della vita fino all’ultimo istante.
Tornando al fronte internazionale: la pace, come un elastico, un giorno è vicina e l'altro è lontanissima. Considerando le distanze da Trump, ritiene che ora serva un'iniziativa europea a 360 gradi tra Ucraina e Medioriente, o è utopia?
Un’iniziativa europea non diventa necessaria solo oggi di fronte all’emergenza: è diventata necessaria da molti anni, anche in tempi più “ordinari” di questi. L’Europa può svolgere un ruolo solo a patto di saperlo svolgere tutti insieme, con una vera politica estera e di difesa comune, ovviamente orientata alla pace. Mai come ora, in Ucraina e in Medio Oriente, l’Europa è l’interlocutore più direttamente interessato. Chiunque si illuda che un singolo Paese europeo possa svolgere un ruolo da solo, ha una visione molto poco realistica del mondo contemporaneo. Del resto la stessa Europa a sua volta non può che trovare nell’Alleanza Atlantica il fulcro della difesa comune dell’Occidente.
A proposito ancora di Europa, il Governo sta provando a negoziare con Bruxelles la possibilità di utilizzare la flessibilità di spesa anche per l'energia, così evitando atti unilaterali come lo scostamento di bilancio. Sinora però sono arrivate solo risposte fredde...
Sono assolutamente contrario ad ogni ipotesi di atto unilaterale da parte italiana. Per l’Italia, per le nostre aziende e i nostri cittadini sarebbe un errore catastrofico: farebbe impennare lo spread e di conseguenza i costi per le aziende e per le famiglie. Bisogna però che l’Europa si renda conto della particolarità del momento internazionale, e sappia “essere Europa” – cioè una vera comunità di persone e di popoli liberi - adattando il rigore finanziario alla necessità di salvaguardare le famiglie e il tessuto produttivo. Vedo che nelle ultime ore dei segnali di dialogo e comprensione stanno arrivando. Noi continuiamo a parlare con Bruxelles e a insistere affinché le spese per l’energia vengano escluse dal patto di stabilità come quelle per la difesa.

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