Meloni scrive a Von der Leyen: «Deroghe al Patto anche per energia o Safe a rischio»
La replica della commissione Ue: «La nostra posizione non cambia». In mattinata interviene anche Salvini: «Se Bruxelles dice di no lo faremo lo stesso»

Serve una deroga al Patto di Stabilità per affrontare i rincari dell'energia. In caso contrario, diventa difficile chiedere ai cittadini sacrifici (un prestito da 14.9 miliardi, seppur a condizioni agevolate) sul tema del riarmo e della sicurezza. La premier Giorgia Meloni scrive direttamente alla presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen. Una missiva ufficiale, dopo che la stessa Meloni aveva invocato una deroga il mese scorso, al vertice di Cipro con i 27 dell'Ue.
«L'Italia continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea», scrive la premier, parlando di una «responsabilità che sentiamo profondamente, soprattutto nel contesto internazionale che stiamo vivendo». Ciò detto «oggi, agli occhi dei cittadini europei, esiste un'altra emergenza altrettanto concreta e immediata: quella energetica», dato che «la crisi in Medio Oriente e le tensioni nello Stretto di Hormuz, che si aggiungono agli effetti dell'aggressione russa dell'Ucraina, stanno già producendo effetti pesantissimi e spesso asimmetrici sui prezzi dell'energia, sui costi per famiglie e imprese, sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul potere d'acquisto dei cittadini. In Italia e in molte nazioni europee cresce la preoccupazione di dover affrontare un nuovo shock economico e sociale dopo gli enormi sacrifici sostenuti negli ultimi anni. Per questo ritengo che l'Europa debba dare un segnale di coerenza, di buon senso e di vicinanza ai cittadini».
Bruxelles, infatti, oggi offre la possibilità di derogare al Patto di Stabilità solo per le spese su riarmo e sicurezza, tramite il sistema Safe: l'Italia avrebbe diritto a 14.9 miliardi di euro in prestiti a lungo termine. Ma negli scorsi giorni il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha reso noto di aver scritto due lettere al collega dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, dato che la finestra si chiude a maggio e non ci sono indicazioni sul da farsi, senza ottenere risposta. Meloni chiede così di estendere la cosiddetta "National Escape Clause": «Dobbiamo avere il coraggio politico di riconoscere che oggi anche la sicurezza energetica è una priorità strategica europea», in quanto «la sicurezza dell'Europa non si misura soltanto nella capacità militare. Si misura anche nella possibilità per le imprese di continuare a produrre, per le famiglie di sostenere i costi energetici, per gli Stati di garantire stabilità economica e sociale». Anche perché, senza un'estensione della deroga, «sarebbe molto difficile per il Governo italiano spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma SAFE alle condizioni attualmente previste».
Stringata, invece, la replica di Bruxelles: «La posizione della Commissione europea non è cambiata. Abbiamo presentato agli Stati membri una gamma di opzioni a loro disposizione per affrontare l’attuale crisi energetica», ha detto il portavoce della Commissione Ue Olof Gill. «Al momento non stiamo includendo la Clausola di salvaguardia nazionale tra queste opzioni, perché riteniamo che la gamma di strumenti presentata debba restare entro un quadro di vincoli fiscalmente responsabili. Naturalmente osserviamo l’evoluzione della situazione».
In mattinata, a Radio 24, sul tema torna anche il vicepremier Matteo Salvini, con toni piuttosto caustici: se Von der Leyen rifiuta un intervento in deroga per l'energia in violazione del Patto di Stabilità, «lo faremo lo stesso».
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