Europa, remigrazione e diritti civili: chi sono (e cosa pensano) i giovani di Forza Italia

Il segretario Simone Leoni: «Nel nostro Pantheon anche Craxi e Pannella, il Governo faccia di più su sicurezza e salute mentale»
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May 17, 2026
Europa, remigrazione e diritti civili: chi sono (e cosa pensano) i giovani di Forza Italia
In questo periodo si discute parecchio di manovre – vere o presunte, di certo smentite – di Forza Italia, così come della svolta progressista che vorrebbe imprimere Marina Berlusconi. Ma anche i giovani azzurri negli ultimi tempi hanno fatto capolino più volte sulla scena mediatica, con posizioni spesso diverse dagli alleati del centrodestra e in parte anche dagli “adulti” del partito.
Un anno fa, ad esempio, invitando Fedez a parlare di salute mentale a una kermesse. Il 18 aprile di quest’anno, con un raduno, sia pur “non ufficiale”, contro l’evento organizzato dalla Lega in piazza Duomo, a Milano, a sostegno della remigrazione (e poi allargato dal Carroccio ad altri temi). E ancora, i giovani azzurri hanno presenziato al corteo milanese per la festa della Liberazione, il 25 aprile, venendo però allontanati da una parte dei manifestanti. Nel partito fondato da Silvio Berlusconi in questo momento si discute parecchio dei cosiddetti “nuovi diritti” e di fine vita, con gli azzurri che nel centrodestra sembrano essere gli unici disponibili a una mediazione con le opposizioni. «Sono orgoglioso che il mio partito abbia spinto per portare la discussione in Aula», spiega Simone Leoni, romano, classe 2000, che il 31 maggio festeggerà un anno da segretario dei giovani azzurri. «Quello stallo – aggiunge Leoni – era un cattivo spettacolo, il fine vita è un tema delicato che riguarda molte persone che vivono in condizioni di sofferenza e deve essere affrontato dalla politica con responsabilità, cercando di arrivare il prima possibile a una legge nazionale equilibrata che garantisca al contempo libertà individuale e centralità della persona. Ma soprattutto occorre mettere fine alle differenti leggi regionali, non possiamo avere un “turismo” del fine vita». Anche sul raduno in piazza Duomo per la remigrazione e durante le celebrazioni del 25 aprile i giovani forzisti hanno assunto una postura diversa nel centrodestra, sia pur con un’accoglienza diversa. «Ciò che è accaduto il 25 aprile a Milano è molto grave, ai nostri ragazzi e alla Brigata Ebraica è stato impedito di partecipare, segnalo sommessamente che la festa della Liberazione fu istituita da Alcide De Gasperi, non può essere appannaggio della sinistra», dichiara Leoni. Mentre «la manifestazione contro la remigrazione era un’iniziativa organizzata a titolo personale da un dirigente del partito (il responsabile milanese di FI per l’immigrazione, Amir Atrous, ndr ) e alcuni dei nostri vi hanno partecipato». In politica, prosegue Leoni, «le parole sono importanti» – su questo tema l’anno scorso il giovane forzista si scontrò con Roberto Vannacci – e remigrazione «ha un significato ben preciso, vuol dire la deportazione collettiva di gruppi di persone su base etnica o di provenienza geografica. Una cosa incompatibile con i nostri valori cristiani. Diverso è invece dire che chi commette reati, chi non si integra, chi non rispetta i nostri valori costituzionali deve essere espulso dall’Italia. Su questo noi siamo assolutamente d’accordo».
Abito blu ministeriale, scarpe lucide e nessuna traccia della barba tanto odiata dal Cavaliere, oltre a esserne segretario Leoni rappresenta un po’ il prototipo del giovane azzurro. Nel “pantheon” dei piccoli forzisti, se il posto d’onore spetta ovviamente a Berlusconi, ci sono poi «De Gasperi, Ronald Reagan e Margaret Thatcher, don Luigi Sturzo, Giovanni Paolo II. Ma anche figure riformiste come Craxi e Pannella, anche se sulla legalizzazione delle droghe rimango contrario». Non c’è mai stato invece Donald Trump, rispetto al quale va riconosciuto a Marina Berlusconi di aver sempre espresso parecchi dubbi, tanto da preferirgli addirittura la sfidante dem Kamala Harris alle scorse elezioni. Rispetto al tycoon , «certi eccessi non ci appartengono in nessun caso, però la nostra alleanza è con gli Stati Uniti, non con un presidente». E poi, prosegue Leoni, «anche Silvio Berlusconi una decina d’anni fa aveva rifiutato paragoni con Trump» («di lui mi piace soprattutto Melania», aveva proseguito a onor del vero il Cavaliere con una battuta delle sue). Tra Marco Rubio e Jd Vance, in ogni caso, «il segretario di Stato è più pragmatico e meno incline, diciamo così, a uscite fuori dalla righe». E oggi che gli Usa manifestano sempre più insofferenza verso l’Europa «occorre avere un mercato europeo della difesa e un esercito comune da affiancare a quelli nazionali». Mentre nell’Ue «serve superare il diritto di veto, nessuno sostiene che a Bruxelles bisogna decidere con il 51% ma con una maggioranza qualificata e molto alta, sì. L’Europa rischia di essere ostaggio di piccoli Paesi come accadeva con l’Ungheria di Orbán».
Ma cosa propone Forza Italia per i giovani? «Uno dei temi principali è l’indipendenza economica dei giovani. A settembre presenteremo una proposta concreta per tagliare loro le tasse, diversamente dalla sinistra non crediamo che la povertà lavorativa si sconfigga con il salario minimo». E ancora, «va detto con chiarezza, il Governo ha fatto molti provvedimenti sul fronte delle sicurezza, ma secondo noi bisogna fare di più. Servono ancora più assunzioni tra le forze dell’ordine. Un altro tema su cui chiediamo al Governo di fare di più è la salute mentale». Infine, «stiamo lavorando a una legge sull’Intelligenza artificiale, che andrà a toccare anche il tema dell’istruzione».

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