
Parole nette. Un atto d'accusa duro. Matteo Salvini commenta i fatti di Modena. E si sofferma sull'attentatore, Salim El Koudri. «.... Se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all'ora in centro a Modena e scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook (e ce ne vuole di impegno per Facebook per chiudere i profili) evidentemente è ancora più grave...». Ci si ferma su quelle ultime parole. Più grave? Salvini le spiega: più grave perché Salim El Koudri «non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo», ma era un cittadino italiano. Un affondo deciso. La destra riflette e si interroga. Non tutti scelgono la linea Salvini. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi parla di «situazione di disagio psichiatrico evidente» e che «per il mestiere che ci è dato di fare, registrare che non c’era nulla che ci fosse sfuggito dal punto di vista della prevenzione antiterrorismo ci conforta». Insomma l'attentatore non un terrorista ma una persona con problemi psichiatrici? Salvini insiste: «Italianissimo, laureato e perfettamente integrato, non vi pare? Chissà se qualcuno tenterà ancora di minimizzare l'attentato di Modena. Vediamo se tivù e stampa di sinistra censureranno anche queste parole d'amore. Avanti con la proposta di legge della Lega per revocare la cittadinanza e il permesso di soggiorno a chi commette gravi reati», scrive sui social pubblicando una card con le parole di Salim El Koudri contro i cristiani.
Le reazioni non tardano. Le opposizioni non ci stanno. «Le parole di Salvini sono molto gravi, tanto più perché arrivano da un vicepresidente del Consiglio, e aprono uno scontro nella maggioranza. Come ha detto Piantedosi, siamo di fronte a situazioni di grave disagio psicologico: su temi così delicati non serve propaganda, ma cura, prevenzione e più risorse per la salute mentale, oggi del tutto insufficienti. Senza giustificare nulla, servirebbe responsabilità istituzionale. La destra continua invece a fare concorrenza a Vannacci sul terreno della paura e degli atteggiamenti razzisti», tuona Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati. Dai banchi della maggioranza si fa sentire anche l'altro vicepremier Antonio Tajani: «Penso che debbano essere ricompensati e premiati coloro che hanno contribuito a fermare questa persona che ha compiuto un atto incredibilmente violento e inaccettabile... Le cittadinanze si danno se si è in regola, se ci sono dei requisiti, non si regala la cittadinanza italiana, ma certamente vanno ricompensati se sono stati, come lo sono stati, protagonisti di un gesto di grande coraggio». Da Forza Italia parla anche il vicesegretario e governatore della Calabria Occhiuto: «Nella mia regione sto cercando di aprire sezioni dei centri per l'impiego in Tunisia, per persone che scappano dalla sponda Sud del Mediterraneo. Chi fugge dalla fame e dalla guerra continuerà a farlo. E qui vedo imprese turistiche che non trovano camerieri, manodopera. Perché non governare il fenomeno invece che subirlo? In America gli italiani facevano lavori che gli americani non volevano più fare. Oggi ci sono in Italia lavori che gli italiani non vogliono fare: dobbiamo reagire allo spopolamento, un fenomeno che purtroppo riguarderà tutto il Paese nei prossimi anni, non solo le aree montane».
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