Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova epidemia di Ebola

Sono otto per ora i decessi certamente legati a un ceppo del virus per cui non esiste alcun vaccino. Probabilmente, però, il numero delle vittime è più alto: 88 persone sono morte negli ultimi giorni nelle zone colpite, in Repubblica Democratica del Congo. Per l'Oms scatta il secondo grado più alto di allerta: emergenza sanitaria pubblica di rilevanza nazionale
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May 18, 2026
Tutto quello che c'è da sapere sulla nuova epidemia di Ebola
I termometri per misurare la temperatura in un Centro di trattamento per l'Ebola a Butembo, Repubblica Democratica del Congo/ REUTERS
L’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale l’epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Il focolaio è scoppiato nella provincia dell'Ituri, nel nord-Est del Paese, al confine con Uganda e Sud Sudan, con 336 casi sospetti, 80 decessi sospetti e 8 morti certamente dovute al virus. Secondo le autorità sanitarie, il focolaio rappresenta un elevato rischio regionale: alcune infezioni sono già state rilevate nella vicina Uganda, con un decesso accertato. Alcuni probabili casi sono stati segnalati anche a Kinshasa, la capitale della Repubblica democratica del Congo, a più di duemila chilometri di distanza dalla zona dell’Ituri. La definizione data dall’Oms è il secondo grado di allerta più alto, superato solo da quello di “pandemia”: per le autorità sanitarie, al momento non ci sono tutte le condizioni che per regola si associano al grado di allerta massimo. La portata dell'epidemia resta infatti per alcuni aspetti ancora confusa: "Esistono notevoli incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione geografica", ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms.
Quante persone ha colpito Ebola?  Il conteggio dei casi avviene per contagi sospetti o contagi certi. In Repubblica Democratica del Congo i casi sospetti sono 336, con 88 vittime. Di queste, solo in otto casi si ha la certezza che il decesso sia stato causato da Ebola: un accertamento avvenuto tramite esami di laboratorio. Le autorità sanitarie stanno avendo diversi problemi proprio ad accertare i casi perché i focolai si trovano in zone isolate e non facilmente raggiungibili, anche per la situazione di grande instabilità politica e per gli scontri tra gruppi armati che coinvolgono la regione dell’Ituri. La paziente zero dell’epidemia è stata un’infermiera che si è presentata il 24 aprile in una struttura sanitaria a Bunia, capitale dell’Ituri. Due casi sono stati confermati anche in Uganda dalle autorità sanitarie locali. Anche nel Paese c'è stata una vittima: un 59enne positivo al test.
Perché i primi casi di Ebola suscitano tanta preoccupazione?  L’allarme è particolarmente serio perché a diffondersi è stato un ceppo del virus Ebola per cui non esiste alcun vaccino: è il ceppo Bundibugyo. Tra i sintomi iniziali causa febbre, dolori muscolari, affaticamento, mal di testa e mal di gola, seguiti da vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamento. Il tasso di mortalità è del 50%. Il ceppo è stato individuato la prima volta in Uganda nel 2007. Abbiamo probabilmente sentito parlare di un vaccino per Ebola, ma ci si riferisce ad un altro ceppo del virus: lo Zaire, che ha una mortalità più alta, tra il 60 e il 90%. 
Come si trasmette il virus?  Ebola si diffonde da persona a persona attraverso i fluidi corporei o tramite il contatto con il sangue di una persona infetta. Il periodo di incubazione può durare fino a 21 giorni e si diventa contagiosi soltanto dopo la manifestazione dei primi sintomi.
Come si devono comportante i Paesi colpiti?  L’Oms ha esortato i Paesi confinanti con la regione dell’Ituri (Sud Sudan e Uganda) ad attivare i sistemi di gestione delle emergenze, rafforzare i controlli transfrontalieri e isolare i casi confermati. Necessario anche il monitoraggio dei contatti e l’attivazione sul territorio di cellule che costituiscano una sorveglianza comunitaria potenziata. L’Oms non ha dato indicazioni sulla chiusura delle frontiere o sullo stop ai commerci internazionali. Coinvolti nella gestione dell’emergenza sono anche L’AfricaCDC – Centres for Disease Control and Prevention e diversi attori presenti sul territorio. Tra loro, anche alcune Ong come Medici Senza Frontiere, che ha una clinica medica a Bunia.
Quali sono i precedenti?  Questo è il 17esimo caso di epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Ebola è stata individuata sul territorio per la prima volta nel 1976. La più grave epidemia è avvenuta tra il 2018 e il 2020 e ha causato 2300 morti. In cinquant’anni, l’Ebola ha ucciso 15mila persone.
Il contesto politico e gli scontri armati. La diffusione di Ebola è un allarme anche perché avviene in una zona segnata da grande instabilità. L’Est della Repubblica democratica del Congo è infatti da trent’anni al centro di conflitti armati. Il territorio è particolarmente ricco di risorse minerarie. Le violenze si sono intensificate all'inizio del 2025 con l'avanzata del Movimento 23 Marzo, sostenuto dal Ruanda, che ha conquistato le città di Goma e Bukavu. L’altro gruppo che attacca costantemente la regione è quello delle Adf – Forze Democratiche Alleate, un gruppo di ex ribelli ugandesi legato all’Isis.

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