Il disprezzo di Ben-Gvir per gli attivisti della Flotilla in ginocchio e lo sdegno di Mattarella

In un video il ministro della Sicurezza israeliano si abbandona a trionfanti esternazioni davanti ai "prigionieri". E polemizza con il governo che lo critica
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May 20, 2026
Il disprezzo di Ben-Gvir per gli attivisti della Flotilla in ginocchio e lo sdegno di Mattarella
Il ministro della Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir al porto di Ashdod dove sono detenuti gli attivisti della Global Sumud Flotilla ammanettati e bendati, nel frame di un video
«Un trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Sono queste le parole scelte dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per commentare le immagini pubblicate su X dal ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir, che mostrano il trattamento riservato ai circa 430 attivisti della “Global Sumud Flottilla”, fra i quali 29 italiani, intercettati martedì in acque internazionali e condotti in stato di arresto nel porto israeliano di Ashdod. Fra gli italiani anche il deputato M5s Dario Carotenuto e un giornalista del Fatto Quotidiano, Alessandro Mantovani. Il video si muove fra il ponte della grande imbarcazione con cui gli attivisti sono stati trasportati e una vicina struttura della darsena, dove uomini e donne vengono costretti in file ordinate, in ginocchio, le mani legate dietro la schiena dalle fascette di “contenimento”. Una ragazza, colpevole di aver urlato “Palestina libera”, viene scaraventata a terra dalla manata di un uomo della sicurezza. Numerosi gli agenti armati di fucile. Sulla scena della prigione improvvisata appare il ministro Ben-Gvir che, bandiera israeliana in mano, si abbandona a trionfanti esternazioni: «Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa», «sono arrivati con tanto orgoglio, guardate come sono ridotti ora. Non eroi, niente di che, ma sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli e di metterli nelle prigioni dei terroristi per molto tempo». E, rivolgendosi ai soldati: «Ottimo lavoro, così si fa, non lasciatevi turbare dalle loro urla». In un video successivo, attribuito al giornalista israeliano Moti Kastel (Channel 14), e pubblicato ancora una volta da Ben-Gvir, leader del partito estremista rappresentativo del sionismo messianico Otzma Yehudit (“Potenza ebraica”), agli attivisti viene fatto ascoltare con gli altoparlanti l'inno israeliano Hatikva.
La diffusione delle immagini della violenza subita dagli attivisti internazionali, riservata quotidianamente a decine di palestinesi, ha innescato un duro scontro all’interno di Israele. Il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha pesantemente accusato Ben-Gvir, denunciando il «danno causato deliberatamente allo Stato di Israele con questo spettacolo vergognoso, e non è la prima volta». «Hai gettato alle ortiche sforzi enormi, professionali e di successo compiuti da molti», ha rincarato Sa’ar, che ha poi concluso: «No, tu non sei il volto di Israele». La risposta del ministro della Sicurezza non si è fatta attendere. Ben-Gvir ha rimproverato al capo della diplomazia israeliana, esponente del partito conservatore Tikva Hadasha, un atteggiamento eccessivamente incline al compromesso: «Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli porgeremo l’altra guancia». La mediazione, che offre un’immagine dell’imminente destino degli attivisti, è giunta dal primo ministro Benjamin Netanyahu, certo del diritto di Israele di «impedire che flottiglie provocatorie di sostenitori del terrorismo di Hamas entrino nelle nostre acque territoriali e raggiungano Gaza», ma fermo nel condannare il trattamento inflitto a individui provenienti da 40 Paesi: «Non è in linea con i valori e le norme» dello Stato ebraico, ha affermato lo storico leader del Likud, aggiungendo di aver «dato istruzioni alle autorità competenti di espellere i provocatori il prima possibile». L’indicazione del premier sembra aver goduto di immediata attuazione. È previsto per la mattina di oggi il rientro in Italia del parlamentare Carotenuto e del giornalista Mantovani.
Il video “internazionalizza” la prassi comunicativa di Ben-Gvir, che dal 7 ottobre più volte si è fatto riprendere durante le visite vessatorie nelle carceri dove sono trattenuti, spesso con la formula della «detenzione amministrativa» senza chiara accusa, quasi 10.000 palestinesi, 350 dei quali minori. La più nota ha visto il leader di Potere ebraico umiliare un emaciato Marwan Barghouti, capo della Seconda Intifada in custodia dal 2002 e, secondo numerosi sondaggi, la figura che più di ogni altra i palestinesi immaginano per sostituire Abu Mazen alla presidenza dell’Autorità palestinese. Il linguaggio minaccioso e violento ha portato, unitariamente al sostegno senza precedenti del movimento colonico di espropriazione in Cisgiordania, ottimi risultati politici. Gli ultimi sondaggi, condotti in previsione delle elezioni previste fra settembre e ottobre, vedono il suo partito passare da sei a otto deputati.

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