Il caro-energia pesa anche nel Regno Unito, che allenta le sanzioni sul petrolio russo

Le concessioni del governo Starmer riguardano il carburante per aerei raffinato a partire dal greggio russo e il gas naturale trasportato via mare
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May 20, 2026
Il caro-energia pesa anche nel Regno Unito, che allenta le sanzioni sul petrolio russo
Il primo ministro britannico Keir Starmer alla Camera dei Comuni a Londra/ REUTERS
Sta facendo discutere nel Regno Unito la decisione del governo Starmer di allentare le sanzioni sul petrolio russo per fronteggiare l’aumento del costo dell’energia. L’esecutivo britannico consentirà, in particolare, l’importazione di gasolio e carburante per aerei raffinati a partire dal greggio di Mosca in paesi terzi, come India e Turchia, rinunciando al divieto annunciato a ottobre scorso. Sono state inoltre sospese fino al gennaio 2027 le restrizioni sul trasporto via mare di gas naturale liquefatto (Gnl) russo proveniente dai terminal di Sakhalin-2 e Yamal, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters. Il premier Keir Starmer, come si legge sul Guardian, ha spiegato alla Camera dei Comuni che sono misure «a breve termine», introdotte per proteggere i cittadini dalle conseguenze sui prezzi delle risorse energetiche della chiusura dello Stretto di Hormuz e del conflitto in Medio Oriente. E ha negato che i provvedimenti rappresentino un cambio di rotta del governo, che martedì 19 ha firmato una dichiarazione del G7 in cui si riafferma un «impegno irremovibile» a imporre «costi severi» alla Russia. «Non si tratta in alcun modo di revocare le sanzioni esistenti, e continueremo a collaborare con i nostri alleati su ulteriori pacchetti di sanzioni», la precisazione del primo ministro britannico in Parlamento.
Nei giorni scorsi, il sottosegretario del Tesoro Dan Tomlinson, parlando alla Bbc, aveva posto l’accento sulla necessità di difendere gli interessi nazionali, in un contesto globale segnato dai timori sui rifornimenti energetici, pur ribadendo il pieno sostegno all’Ucraina. «Dobbiamo assicurarci di proteggere la sicurezza dell'approvvigionamento di beni fondamentali per la nostra economia, come il carburante per aerei», aveva dichiarato.
Dura la reazione da parte della leader conservatrice Kemi Badenoch, già ministra in diversi governi dei Tory, che ha definito «folle» la mossa del governo. Martedì «i parlamentari laburisti hanno votato contro le licenze per l'estrazione di petrolio e gas nel Regno Unito. Ora importiamo dalla Russia invece di trivellare nel Mare del Nord. Una follia», il suo affondo in un post su X. Badenoch ha poi accusato, come riferisce l’agenzia Nova, il Partito laburista di finanziare indirettamente «la macchina da guerra» del presidente russo Vladimir Putin. Anche il Commissario per le sanzioni della presidenza ucraina Vladyslav Vasiuk ha criticato i provvedimenti del governo britannico in un post sui social poco dopo cancellato: «Comprendiamo le ragioni alla base ma non concordiamo con l'approccio». La scelta di misure meno restrittive sul gas russo di Londra segue di pochi giorni quella dell’amministrazione Trump. Gli Stati Uniti hanno prolungato di 30 giorni, per la seconda volta, la sospensione delle sanzioni sul petrolio russo trasportato per via marittima. Una proroga che «contribuirà a stabilizzare il mercato del greggio e a garantire che il petrolio raggiunga i paesi più vulnerabili dal punto di vista energetico», il commento del segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent, riportato dalla Reuters. Il provvedimento di Washington è stato duramente contestato dal commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis: «Dal punto di vista dell'Ue, non riteniamo che questo sia il momento di allentare la pressione sulla Russia».

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