"Trame di rinascita": così le donne vittime di violenza "rifioriscono" in sartoria
Voluto dalla Commissione lavoro, curato dalla fondazione "Crisalide in rete": accoglienza, formazione, avvicinamento al mercato del lavoro

L’obiettivo è l’inclusione socio-lavorativa attraverso “un modello innovativo che unisce accoglienza, formazione qualificata e avvicinamento al mercato del lavoro, con un focus sulla sartoria, sul valore del made in Italy e sui saperi artigianali del territorio”. È il progetto “Trame di Rinascita”, voluto da Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, e curato della fondazione “La Crisalide in Rete”. Un percorso che prevede l’accoglienza in una casa protetta semiresidenziale per donne vittime di violenza, riconoscendo nell’autonomia abitativa un primo passaggio fondamentale verso l’indipendenza. A questo si affianca una formazione specialistica di 250 ore in sartoria, modellistica, cartamodelli, tecniche di tintura naturale e produzione di accessori artigianali, finalizzata all’acquisizione di competenze certificate e subito spendibili nel mercato del lavoro.
La seconda fase sarà dedicata all’orientamento professionale, con attività di bilancio delle competenze e accompagnamento nella ricerca attiva di un impiego, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal made in Italy. Concluso il percorso formativo, le donne saranno poi accompagnate nella fase di inserimento lavorativo attraverso tirocini che si svolgeranno presso aziende del comparto tessile e dell’artigianato italiano di eccellenza, per arrivare a opportunità concrete e stabili. Il progetto prevede poi una prima opportunità di impiego qualificato per dieci beneficiarie, che saranno coinvolte dagli enti associati alla Fondazione nella gestione e nella conduzione dei laboratori, garantendo così un’esperienza lavorativa retribuita già nelle fasi iniziali del percorso, presentato a Montecitorio (da Rizzetto con la presidente della "Fondazione La Crisalide in Rete" Roberta Bolettieri, Antonio Briscione, sindaco di Contursi Terme (SA), Valeria Giaccari, vicepresidente di Assolavoro e Barbara Lunelli, della Giunta “Movimento Donna Impresa” di Confartigianato).
“Credo che le istituzioni debbano dare spazio e voce a progetti capaci di trasformare la tutela in percorsi concreti di autonomia, lavoro e ricostruzione personale. Una donna che ha vissuto la violenza non deve essere definita per sempre da ciò che ha subìto, ma deve poter ritrovare fiducia e indipendenza”, ha spiegato Rizzetto. Tanto più – ha aggiunto Bolettieri – che “la violenza economica costituisce una delle principali cause di ricaduta nelle situazioni di abuso”.
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