Reverie, a Saronno un festival per sognare a occhi aperti
Dal 9 all'11 luglio, la prima edizione di un evento che conquisterà la città con il teatro, la musica, la danza. L'assessore Proserpio: una grande occasione culturale per tutti

“Sogni, è tutto quello che c'è. Sono dei frammenti di te. Sono come un piccolo popolo, un oracolo, parlano la vita com'è”. Così cantava Raf in una bella canzone degli anni Novanta. I sogni, quelli della notte, e quelli che si fanno ad occhi aperti. Andando lontano con la mente, liberando la fantasia. Con questo spirito Saronno si prepara a diventare, per tre giorni, un grande palcoscenico, anzi una fabbrica di sogni e fantasticherie a cielo aperto. Con “Reverie”, il “Festival di Arti Performative”, dal 9 all'11 luglio, la prima edizione di quello che aspira a diventare un appuntamento fisso dell'estate di questo importante centro del Varesotto: un evento pensato per abitare le piazze della città con la stessa intensità con cui una grande festa abita la memoria collettiva. Il cuore storico di Saronno – da Piazza Libertà a Piazza Indipendenza, da Piazza De Gasperi a Piazza Avis e Palazzo Visconti – si trasformerà in un villaggio culturale diffuso, ad accesso gratuito, dove la distanza tra pubblico e artisti si dissolve nel ritmo condiviso della performance. Non una rassegna tra le tante, dunque, ma un grande evento urbano capace di stravolgere e rivoluzionare, per qualche giorno, la grammatica degli spazi pubblici e il modo di viverli. Una festa per piccoli e grandi.
«Questo festival nasce dalla convinzione che la cultura non sia un ornamento della vita civica, ma la sua struttura portante – dice l’assessore alla Cultura del Comune di Saronno, Maria Cornelia Proserpio –. Saronno merita un evento che non abbia nulla da invidiare ai grandi centri urbani, un appuntamento che sappia parlare a un bambino di sei anni e a sua nonna con la stessa intensità. Reverie è questo, un racconto condiviso, accessibile a tutti, che può accadere solo qui e solo ora. Il festival vuole essere un’opportunità non solo culturale ma anche economica. Vogliamo che chi arriva a Saronno per uno spettacolo possa fermarsi a passeggiare, fare acquisti, cenare nei nostri locali, scoprire le eccellenze della città. Vogliamo che la cultura diventi un motore di attrattività e sviluppo».

Il programma della prima edizione intreccia linguaggi e geografie, tra teatro fisico e visuale, circo contemporaneo, danza e musica dal vivo. Compagnie e artisti di caratura internazionale, alcuni dei quali reduci da tournée su tre continenti e protagonisti dei più importanti festival mondiali, condividono le stesse piazze con realtà del territorio, in una programmazione che non rinuncia alla complessità pur essendo pensata, nella sua vocazione più profonda, per chi ha tra i sei anni e qualunque età.
La direzione artistica è stata affidata agli Eccentrici Dadarò un’importante realtà teatrale del territorio, nata nel 1997. L’elemento di eterogeneità del gruppo ha permesso la realizzazione di progetti artistici destinati a tipologie di pubblico differenti e proposti con linguaggi distinti. Teatro di Prosa, Teatro Ragazzi e Teatro di Strada sono paritariamente campi di indagine sulla comunicazione attraverso il Teatro, in una ricerca di equilibrio tra il linguaggio del corpo e quello drammaturgico. I diversi premi Nazionali e Internazionali vinti nel corso degli anni e i più di 200 spettacoli realizzati annualmente in tutta Italia ed Europa, hanno fatto della Compagnia una delle realtà più solide del panorama teatrale italiano di questi anni. «Musica, teatro, arte, performance e momenti di partecipazione – conclude si intrecciano in un racconto corale che valorizza la città come laboratorio di esperienze condivise». L’obiettivo è fare di Saronno un laboratorio culturale. «Il Reverie – conclude Proserpio – non nasce come evento isolato ma come primo tassello di un progetto articolato nel quinquennio 2026-2030. L'orizzonte prevede un progressivo consolidamento dell'identità del festival attraverso nuovi linguaggi comunicativi – video, podcast, talk interattivi –, collaborazioni con musei e associazioni civiche, e un'attenzione particolare alla formazione dei giovani talenti attraverso mentoring, coproduzioni e stage. L'area del festival è e resterà gratuita, perché l'accessibilità è un principio fondativo: la cultura non ha senso se non è per tutti».
Il festival è l'occasione per scoprire questa cittadina a metà strada tra Milano e Varese: da non perdere il maestoso Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, famoso per i suoi affreschi rinascimentali. E passeggiando nel centro storico, fra una performance e l'altra, si può visitare il Museo della Ceramica Gianetti, fermarsi in una delle tante pasticcerie per l'Amaretto di Saronno o rilassarsi poi nel Parco delle Groane. Non resta che aprire gli occhi. E fantasticare. La "Reverie" sta per partire.
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