Addio al piccolo Domenico. La mamma: «Sono stata con lui fino all'ultimo»

di Costanza Oliva
All'alba ha avuto un arresto cardiaco. Ha ricevuto l'estrema unzione dal cardinale Battaglia
February 21, 2026
Addio al piccolo Domenico. La mamma: «Sono stata con lui fino all'ultimo»
Patrizia, la mamma del piccolo Domenico, il bimbo ricoverato in gravissime condizioni dopo il trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli, 18 febbraio 2026. ANSA
È morto questa mattina all’ospedale Monaldi di Napoli, Domenico, il piccolo di due anni e mezzo sottoposto nei giorni scorsi a un trapianto di cuore poi risultato gravemente danneggiato. Il bambino si è spento  dopo essere andato in arresto cardiocircolatorio intorno alle 5.30, sopraggiunto dopo un progressivo peggioramento del quadro clinico. «Mi hanno chiamata stanotte, verso le 4, dicendomi che la situazione stava peggiorando, perché la macchina, l'Ecmo, stava iniziando a rallentare», ha raccontato la mamma. «Sono rimasta fino all'ultimo, fino a quando si è dovuta spegnere la macchina: ed è finita». Una fine che Patrizia vuole far coincidere con una nuova speranza: «Lunedì andrò a firmare dal notaio per fare una fondazione a nome di Domenico, se ne occuperà il mio avvocato: voglio farlo perché Domenico non sia dimenticato e per aiutare altri bambini. Lotterò per tenere sempre vivo il ricordo di Domenico».
Accanto al piccolo, insieme ai genitori Patrizia e Antonio, anche il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, per l'estrema unzione, che nei giorni scorsi è sempre stato vicino a Patrizia, rincuorandola sia al telefono che di persona. Nella giornata di ieri la famiglia aveva condiviso con l’azienda ospedaliera dei Colli la pianificazione delle cure, scegliendo di escludere ogni forma di accanimento terapeutico e di proseguire con la terapia del dolore. 
L'ospedale Monaldi, dove Domenico era ricoverato da 60 giorni, ha confermato la notizia, resa nota dall'avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi: «Con profondo dolore l’Azienda ospedaliera dei Colli comunica che questa mattina, sabato 21 febbraio 2026, il piccolo paziente sottoposto a trapianto in data 23 dicembre 2025 è deceduto a seguito di un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche. La direzione strategica, insieme a tutti i professionisti sanitari e non, esprime il più sentito cordoglio e si stringe con rispetto e commossa partecipazione alla famiglia in questo momento di immenso dolore». Le condizioni del piccolo, attaccato a una macchina salvavita, l'Ecmo, dopo il trapianto, erano apparse da ieri senza speranza. «Il bambino non soffre», aveva spiegato Antonio Corcione, direttore dipartimento Area critica del Monaldi. «È sedato, collegato a un apparecchio e ha una grande insufficienza multiorgano ma non sente dolore. Con la famiglia abbiamo concordato di non accanirci con le terapie e di tutelare il paziente, che è in gravissime condizioni».
Si aggrava la posizione dei sei sanitari indagati dalla Procura di Napoli - a cui dovrebbero aggiungersene altri - che dovranno ora rispondere di omicidio colposo al posto delle lesioni colpose gravi finora ipotizzate. Il cuore, trasportato il 23 dicembre scorso dall'ospedale di Bolzano a Napoli, sarebbe stato danneggiato dall'uso del ghiaccio secco, che raggiunge temperature di -80 gradi, al posto del ghiaccio classico, che non va oltre i -4 gradi. Inoltre, il box utilizzato per il trasporto era un contenitore di plastica "comune" non era di quelli di nuova generazione, in grado di segnalare problemi alla temperatura. Resta da chiarire perché il trapianto è stato effettuato nonostante l'organo fosse irreversibilmente compromesso. 

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