venerdì 1 settembre 2017
La linea dura – e a tratti discussa – scelta da Beatrice Lorenzin ha dato il suo frutto: una legge capace di tutelare la salute dei più piccoli, e più fragili, fra i nostri concittadini
Fatta la legge, trovato l'inganno? Per favore, no

La linea dura – e a tratti discussa – scelta da Beatrice Lorenzin ha dato il suo frutto: una legge capace di tutelare la salute dei più piccoli, e più fragili, fra i nostri concittadini. Si poteva non arrivare alla decisione di ripristinare l’obbligo vaccinale per l’accesso a scuola? No, con i numeri allarmanti del calo di profilassi (10, in alcuni casi 20 o addirittura 30 punti percentuali sotto le soglie di sicurezza fissate dalle autorità sanitarie internazionali per alcune malattie infettive) e con l’impressionante epidemia di morbillo che ha colpito il nostro Paese (oltre 4mila i casi accertati a oggi).

Si doveva, però, anche avere il coraggio di tirare dritto. Già da subito, da quest’anno scolastico, per confermare al Paese che nel 2017 non c’è più tempo, nemmeno qualche mese, per lasciare i bambini in balia del morbillo o del tetano. La circolare diramata ieri dai ministeri di Salute e Istruzione sceglie invece, a sorpresa, una linea soft: quella di permettere alle famiglie, per quest’anno, semplicemente di “promettere” che vaccineranno i propri figli. Potere dell’autocertificazione, certo, anche quella prevista dalla legge. E necessità di risolvere i problemi burocratici di inizio anno scolastico, peraltro ampiamente annunciati. Sulla carta c’è tempo fino al 10 marzo, per mantenere quella promessa, pena un ulteriore reato (false certificazioni). Ma sui siti no-vax c’è già chi canta vittoria: chi butterà fuori, i piccoli non vaccinati, dall’asilo a metà anno? Il messaggio sottinteso è chiaro: fate una falsa autocertificazione, non ne pagherete le conseguenze. Un rischio da scongiurare. Un’altra forma di «furbettismo» da bandire. Che non si debba dire, ancora una volta, «fatta la legge, trovato l’inganno».

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