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“SetTANTA”, quando la Rai sperimentava

Andrea Fagioli domenica 19 novembre 2023
Il 3 gennaio 1954 iniziava la programmazione «regolare e ufficiale» della neonata televisione italiana. Qualunque cosa messa in onda era da vedere. Ma c’era stato un prima: la fase di sperimentazione necessaria per perfezionare i contenuti e la tecnologia di quello che gli italiani avrebbero visto sul piccolo schermo. Si chiamava ancora «radiovisione», come ci ricordano le pillole di SetTANTArai, la striscia quotidiana di Rai Cultura in onda su Rai Storia alle 20,30 e in replica in vari altri momenti della giornata in vista dei settant’anni del Servizio pubblico radiotelevisivo. Il programma, firmato da Giovanni Paolo Fontana con la collaborazione di Giancarlo Di Giovine, Marcella Lorenti e Federico Parodi, propone le immagini sperimentali del Telegiornale prodotte dal 13 novembre 1953, anche se la sperimentazione era già iniziata l’anno prima. «Va ora in onda la televisione, quella che non c’era», avverte la voce fuori campo lasciando poi spazio a filmati «come tanti numeri zero prodotti prima del 3 gennaio 1954, prima quindi che la Rai diffondesse il segnale sul territorio». I servizi proposti, con notizie di politica interna ed estera, di costume, sport e società, preziosi per calibrare le scelte, provare le tecnologie, prepararsi insomma alla nascita del tanto atteso mezzo televisivo, all’epoca non furono visti praticamente da nessuno o comunque da pochissimi addetti ai lavori. Sono quindi degli inediti, che oltre a raccontarci la gestazione della tv italiana, ci raccontano di un’Italia in cerca di normalità a pochi anni dalla fine della guerra e ci rinfrescano la memoria ad esempio su un presidente del Consiglio dei ministri che forse si fa fatica a ricordare: Giuseppe Pella, che è stato in carica pochissimo, dal 17 agosto 1953 al 18 gennaio 1954, proprio in quei mesi a cui si riferiscono i servizi riproposti da SetTANTArai. © riproduzione riservata