Nel prequel di “Gomorra” i fatali destini di tanti giovani

Il prequel Gomorra – Le origini racconta il quindicenne Pietro Savastano nella Napoli dei tardi ’70: il sogno di riscatto diventa presto destino criminale, tra ricostruzione d’epoca accurata e violenza.
January 10, 2026
Nel prequel di “Gomorra” i fatali destini di tanti giovani
L’immagine di un ragazzo che scarrella una pistola apre Gomorra - Le origini, il cosiddetto prequel in sei episodi della ben nota serie tv sulla camorra in onda da ieri sera su Sky Atlantic, Sky Cinema Stories e in streaming su Now. Il ragazzo è Pietro Savastano, ovvero il futuro boss dei boss della serie madre. Pertanto, come suol dirsi, il buondì si vede dal mattino. Dopo di che l’ambientazione ci introduce nella Napoli della seconda metà degli anni Settanta, una città in piena trasformazione, segnata dalla povertà, ma anche dal contrabbando di sigarette e all’alba dell’arrivo dell’eroina. In questo contesto il giovane Savastano si affaccia nel mondo della criminalità. Quindici anni, ambizioso e inquieto ragazzo di strada di Secondigliano, cresciuto senza padre né madre, in una condizione di indigenza, Pietro (interpretato dal diciassettenne Luca Lubrano) sogna di poter fare un giorno la bella vita, avere una bella macchina e una bella donna al suo fianco. Di contro appare come predestinato a un’esistenza da criminale, scoprendo ben presto che la vita sognata porta con sé un lato oscuro che non aveva considerato. Gomorra - Le origini, ancora ispirata al romanzo di Roberto Saviano, sembra dire che la via della malavita a Napoli non si sceglie, la si subisce a causa dell’ambiente e della situazione.
Per questo la serie è molto precisa nella ricostruzione di un’epoca che ha definito il volto della criminalità moderna. In questo nuovo capitolo di Gomorra ciò che muove i personaggi non è comunque il potere, bensì, come detto, il sogno di una vita migliore. Sono ragazzi che avrebbero ancora la possibilità di cambiare la direzione della propria esistenza. Il racconto è pertanto meno cupo (a livello anche materialmente cromatico). C’è spazio anche per l’amore giovanile, ma non mancano, come in passato, situazioni e personaggi discutibili (compreso un prete non proprio esemplare) e scene di grande violenza per raccontare l’odio, il rancore, la brama di potere e il dolore di spietati camorristi.
Nonostante questo non si possono negare le qualità tecniche di un prodotto dal fascino sinistro e intrigante, che rappresenta comunque, soprattutto con le precedenti stagioni, uno dei fenomeni televisivi di maggiore successo degli ultimi anni, che ha fatto apprezzare la serialità italiana in tutto il mondo. Anche i dialoghi in napoletano stretto, difficilmente comprensibili a chi napoletano non è, sono ormai un suono necessario per rendere il tutto più credibile. I primi quattro episodi di Gomorra - Le origini (che ricordano in alcuni passaggi il C’era una volta in America di Sergio Leone) sono diretti da Marco D’Amore (che è anche supervisore artistico e cosceneggiatore del progetto nonché già protagonista di Gomorra – La serie nei panni di Ciro-L’immortale), mentre la regia degli ultimi due porta la firma di Francesco Ghiaccio.

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