Il colpo Netflix, chiude coi botti la super serie “Stranger things”
L’attesa nelle serie tv non è più solo narrativa ma anche di programmazione: Netflix l’ha sfruttata col finale di Stranger Things, cult anni ’80 tra horror-fantasy e romanzo di formazione.

L’attesa è una delle caratteristiche principali delle serie tv. Dapprima lo era soprattutto per il cosiddetto cliffhanger, ovvero l’espediente di chiudere ogni episodio lasciando in sospeso qualcosa che spingesse ad aspettare l’episodio successivo per vedere come va a finire, chi sarà stato o cosa succederà dopo. Adesso l’attesa non riguarda più la sola vicenda bensì la programmazione stessa della serie. L’ultimo esempio risale alla notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio quando, con una scelta decisamente strategica, Netflix ha messo in rete alle due l’ultimo episodio della quinta e conclusiva stagione di Stranger Things per la quale c’era per l’appunto grande attesa. Stranger Things (letteralmente Cose più strane) è una serie televisiva statunitense tra le più viste e premiate di sempre, ideata da Matt e Ross Duffer, varata nel 2016, che racconta, ambientata negli anni Ottanta nella fittizia cittadina di Hawkins nello Stato dell’Indiana, la storia di un gruppo di teenager di cui uno di loro scompare in modo misterioso, mentre una ragazzina dotata di poteri extrasensoriali fugge da un laboratorio segreto governativo.
Da qui una quantità di avventure senza fine con incursioni in mondi sovrannaturali (il Sottosopra, l’Abisso…) e scontri con creature mostruose (Vecna, Mind Flayer, i demogorgoni…), ma anche esperimenti top secret da parte dell’esercito. Stranger Things è dunque un horror-fantasy, che omaggia il cinema di fantascienza (numerose le citazioni anche esplicite), la musica e i riferimenti culturali degli anni Ottanta. Una serie tv ad alta tensione all’interno della quale, prendendo spunto dal gioco di ruolo Dungeons & Dragons, accade di tutto in una continua lotta tra bene e male dalla quale, attraverso una sorta di romanzo di
formazione, emerge forte il desiderio d’avventura, la paura, il coraggio e il fascino dell’ignoto, il riscatto dei perdenti, ma soprattutto il valore dell’amicizia, della lealtà e del credere anche nell’impossibile. Molto apprezzata dagli amanti del genere e dai giovanissimi, Stranger Things risulta interessante anche per tutti gli altri, in particolare per la fedele ricostruzione dell’ambiente e dell’atmosfera dei citati anni Ottanta, ma anche, oltre ai temi trattati, per la coralità dei protagonisti con un cast di giovani attori nei panni di personaggi (Mike, Undici, Will, Max, Lucas, Dustin, Steve, Jonathan, Nancy, Robin…) che la serie in questi anni ha seguito e raccontato nell’evoluzione psicologica verso l’età adulta, con le incertezze e le difficoltà legate alla crescita (i mostri della propria esistenza), ma senza mai dimenticare l’importanza di sapersi meravigliare in ogni momento della vita. Alcuni degli attori (Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp con i fratelli Duffer) sono stati accolti come delle vere e proprie star all’ultima edizione di Lucca Comics & Games.
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