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Rai 2: Generazione Z Poche idee e confuse

Andrea Fagioli giovedì 18 maggio 2023
A prescindere dalla qualità o meno, non è chiaro perché un programma di oltre un’ora e mezzo dedicato ai giovanissimi debba andare in onda ben oltre la mezzanotte. Si tratta di Generazione Z che si avvia, nella notte tra il martedì e il mercoledì su Rai 2, a chiudere entro maggio addirittura la terza stagione. Per di più, nonostante si dica spesso «buona notte» o «questa notte», è ovvio che il programma è registrato durante il giorno. Tra l’altro i non pochi ospiti (molti dei quali targati Rai e quindi pescati in casa) vengono presentati in partenza con una sorta di backstage che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la non diretta. Detto questo, aggiungiamo che Generazione Z (termine che nel linguaggio giornalistico si riferisce ai nativi digitali ovvero ai ragazzi nati tra il 1997 e il 2012) è ideato e condotto da Monica Setta, scritto con Marcello Villella e Simone di Carlo per la regia di Fabrizio Cofrancesco. Di fatto è un talk show con ospiti in studio del mondo dello spettacolo o del giornalismo (preferibilmente genitori di adolescenti) che si alternano per le interviste di rito (compreso non poco gossip) alla presenza di una dozzina di ragazzi della cosiddetta «GenZ». Monica Setta (giornalista, scrittrice e conduttrice tv che predilige i vestiti sgargianti e come altre l’aggettivo «esclusiva») tende a monopolizzare nonostante ripeta che i ragazzi sono i veri protagonisti del programma. In realtà a loro vengono lasciate poche domande, anche se sono attribuite a loro quelle previste in partenza per tutti («Da adolescente eri lento o rock?», «Da bambino sognavi di fare?»…). A dire il vero, a parte il tavolo finale su un tema specifico dedicato ai giovani, non è chiaro, oltre l’orario, quali suggerimenti positivi o addirittura valori di riferimento possano venire dalle storie di vita della maggior parte degli ospiti. © riproduzione riservata