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“Moufrigno”, per fare teatro deve studiare Gigi Proietti

Massimiliano Castellani sabato 13 gennaio 2024
Chiediamo venia: ma è politicamente scorretto se stigmatizziamo le coltellate nel post derby di Coppa Italia, Lazio-Roma? No perchè mentre Mediaset ci mostra in diretta le immagini rassicuranti di famiglie allo stadio Olimpico, fuori è tornata ad impazzare la violenza ultrà: le coltellate a tradimento, le puncicate che a Roma non sono mai finite dal tempo del Belli.
Non basta spostare alle ore 18 il derby del Cupolone (orario imposto dopo il derby sospeso del 21 marzo 2004, causa fake del “bambino morto”) per scongiurare le tenebre della capitale ed evitare gli scontri tra le opposte fazioni. Opposte quando si tratta di sbertucciare il nemico della Sud o della Nord, ma poi sempre unite e compatte nei raduni fascisti, come quello di Acca Larentia, dove romanisti e laziali si stringono la mano e poi mostrano il braccio teso in onore del loro duce. Il calcio, a queste orde balorde serve come centro di inciviltà permanente. La grande bruttezza del
pallone italico sta nelle sue assurde contraddizioni. La Nord laziale dopo aver osteggiato per anni il presidente Claudio Lotito - il senatore vive sotto scorta - dopo l’eliminazione della Roma e il passaggio alla semifinale (la Lazio se la vedrà con la Juventus) lentamente, con passo da pistolero e cappello da sceriffo si è avvicinato timidamente alla Curva amica-nemica e ha idealmente firmato il patto di non belligeranza, strizzando sapientemente l’occhio al futuro elettorato, in estasi per aver “purgato” ancora i giallorossi dello Specialone Mourinho. Il tecnico portoghese da un arguto tifoso laziale è stato ribattezzato “Moufrigno”. L’arte del
frignare infatti si è impossessata sempre più di mister Mou, che da insospettabile chapliniano ha giustificato la sconfitta del derby a causa di un «rigore dei tempi moderni». Il fallo del povero pulcino olandese, il 18enne Huijsen, sul mio “cugino” ispanico Castellanos, è di quelli che ormai si danno come l’acqua ai gerani, ma il punto è che i limiti tecnici della Roma non possono sempre ricadere sugli arbitraggi, come invece desidera il Mourinho pensiero, sempre più debole. Al Maghetto di Setúbal qualcuno deve ricordare che è il 4° derby romano che perde su 6 disputati. Peggio di lui, negli ultimi 25 anni, ha fatto solo mister simpatia Zeman che, quando cambiò sponda del Tevere, dalla Lazio passò alla Roma, di stracittadine ne perse 7 su 9. A Mourinho consigliamo di studiare più autori romani, a cominciare dai testi teatrali di un romanista verace come il grande Gigi Proietti. Claudio Pallottini, allievo del Laboratorio di Proietti, che ha rischiato di essere espulso dal Maestro Gigi, in quanto laziale, ha scritto il magistrale Gigi Proietti. Insegnamenti e chiacchiere sul teatro, sull'attore e su altre amenità (Carocci). Tra i tanti insegnamenti lasciati ai suoi allievi teatranti, Proietti ricordava: «Lavorate divertendovi». E un altro gigante romanista, che Mou deve studiare, Alberto Sordi, ammoniva: «Quanno se scherza, bisogna esse seri». © riproduzione riservata