Il grande cuore di mister Alvini fa far pace a Aziz e Francesco
Tommaso Giani, il "diacono" d'oro protagonista con il mister del Frosinone di questa lezione d'umanità

Avrei dovuto parlare della famiglia Costacurta che la notte di Capodanno si è ritrovata: il figlio Achille dopo anni infernali (come quelli che vivono tanti giovani ventenni) finalmente è tornato a sorridere alla vita e ha trascinato, l’ex pilastro difensivo del Milan, papà Billy Costacurta, sua mamma, l’ex miss Italia e attrice (anche nell’ultimo film di Checco Zalone), Martina Colombari, nella mission solidale dell’esercito dei baschi rossi dei City Angels. Gli angeli provvidenziali di Mario Furlan che ogni giorno operano a Milano e in altri venti città italiane andando in soccorso degli ultimi. Ma nelle stesse ore della fine del 2025 mi è arrivata un’altra storia dal mio “calcio libero”, e per cominciare bene questo 2026 non posso fare a meno di raccontarla. Una storia che vede coinvolti quattro personaggi che non hanno bisogno d’autore. «Max era Max, più tranquillo che mai», canta Paolo Conte. In questo caso Max è mister Massimiliano Alvini, 55enne, toscano di Fucecchio, patria dello scriba massimo del giornalismo vero, quello di ieri, Indro Montanelli, ma il nostro Max di professione è un allenatore di lungo corso, attualmente alla guida del Frosinone capolista del campionato di serie B. Poi c’è Tommaso Giani, 42 anni, diacono della diocesi di San Miniato che da cinque anni vive, «per scelta», in un dormitorio per persone senza casa a Santa Croce sull’Arno. Di Tommaso Giani molti nostri lettori hanno letto la sua storia nei giorni scorsi, quando ha raccontato la sua attività di collaboratore nel Settore Giovanile e Scolastico della Figc con cui porta avanti il progetto "Non Solo Piedi Buoni". «Grazie a questo progetto ad ogni inizio stagione seguo contemporaneamente 10 squadre di calcio giovanile composte da ragazzi o ragazze fra i 15 e i 19 anni. Cosa faccio? La mia missione consiste nell'abbinare a ciascuna formazione una associazione o una realtà del sociale operante nello stesso territorio in cui i ragazzi fanno attività calcistica». Giova ricordare gli abbinamenti di “Non solo piedi buoni” che sono molto più suggestivi dei sorteggi della Uefa e vanno elencati nel dettaglio. «In questa stagione la Carrarese femminile under 19 è stata abbinata al carcere minorile di Pontremoli e domenica alla partita delle ragazze assisterà anche un ospite gradito, quanto speciale, il vescovo di Massa-Carrara Pontremoli, monsignor Mario Vaccari», informa Giani che prosegue con gli altri abbinamenti: «Il Montopoli Valdarno under 17 è legato a a un doposcuola per bambini della mia parrocchia di Santa Croce sull’Arno; il Castelnuovo Garfagnana under 17 all’associazione per ragazzi disabili "Il Sogno"; l’Audace Portoferraio alla comunità terapeutica per ragazzi tossicodipendenti Exodus dell'isola d'Elba; il Grosseto under 16 alla fattoria didattica Country Paradise; l'Asta Taverne under 17 alla Misericordia di Siena; il San Lorenzo Campi Giovani under 19 a una squadra di calcio a 5 per ragazzi non vedenti chiamata Quartotempo; l'Affrico femminile under 17 alla casa di riposo per anziani San Giuseppe di Firenze; la Rondinella under 16 alla comunità delle Piagge di don Alessandro Santoro; il San Michele Cattolica Virtus under 19 all'ambulatorio solidale Stenone dove operano medici volontari al servizio di persone senza documenti e senza tessera sanitaria». Riprende fiato per la lunga lista di squadre sciorinate, tutte davvero in campo per il sociale. «Ognuna di queste formazioni partecipa con me, a piccoli gruppi, a una dozzina di incontri pomeridiani durante tutto l'arco dell'anno. I giovani calciatori e calciatrici entrano così in stretto contatto con i vissuti di persone fragili, detenuti minorenni, disabili, ragazzi con problemi di tossicodipendenza, abitanti di quartieri di estrema periferia che vivono ai margini e che hanno un bisogno estremo di inclusione». Ma arrivati a questo punto vi chiederete: che cosa c’entra Giani e la sua mission unica in Italia “Non solo piedi buoni” con mister Max Alvini? La palla passa ancora al “diacono d’oro” che proprio allo scoccare del nuovo anno mi ha raccontato la storia di Aziz e Francesco (nomi di fantasia). Un brutto episodio di “razzismo verbale” che ha visto coinvolti due dei suoi tanti ragazzi che segue settimanalmente. La vicenda Giani l’ha subito raccontata anche ad Alvini con il quale da tempo intrattiene un rapporto epistolare fatto di scambi proficuamente reciproci su questioni calcistiche ma soprattutto su questioni esistenziali. Così, dato che il Mister passava dalla Toscana, a Empoli, per l’ultima trasferta dell’anno del suo Frosinone, Giani ha pensato di sensibilizzarlo mettendolo a conoscenza della diatriba tra Aziz e Francesco. Una storia triste per come era nata e che stava rovinando il Natale dei due ragazzi e anche quello di Giani che da bordo campo, durante una partita del campionato provinciale Under 17, aveva assistito allo scambio pesante di insulti a sfondo razziale. «Francesco preso dalla tensione e dalla foga agonistica si era lasciato scappare un bruttissimo “negro di m…” all’indirizzo dell’avversario, Aziz. Fuori dal campo di gioco, gli adulti di entrambe le squadre cominciavano a scaldarsi, ma intanto a fine partita hanno fatto ben poco per riportare la serenità e far riappacificare i due ragazzi. Da una parte regnava la vergogna e dall’altra il rancore, due forze contrapposte che avevano scavato un abisso terribile che sembrava incolmabile. Ho raccontato questo episodio al mister Alvini e lui mi ha risposto subito, ricordandomi che proprio in quei giorni sarebbe venuto con il Frosinone a Empoli e mi fa: “Tommaso, perché non li invitiamo tutti e due allo stadio? Passando una bella giornata di calcio insieme sarà più facile per Francesco chiedere perdono e per Aziz accettare le scuse. Così nella partita di ritorno a febbraio i ragazzi si ritroveranno stringendosi la mano fra lo stupore di tutti. Ai biglietti dello stadio ovviamente ci penso io. Dammi subito i dati. E per Aziz, che forse ha bisogno di una spinta in più per stringere la mano a chi lo ha offeso, faccio arrivare anche una maglia del Frosinone. Mandami l’indirizzo”. Detto, fatto. A Giani arrivano tre biglietti per la partita e anche una maglia firmata dell’attaccante francese del Frosinone Farès Ghedemjs, con dedica speciale per Aziz. «Tre giorni prima della partita ho portato la maglia ad Aziz, che l’ha indossata subito e mi ha ringraziato. Nei suoi occhi c’era una luce che mi faceva ben sperare. E allora via con la videochiamata a Francesco e con l’invito - a reti unificate - a trascorrere questa giornata insieme. Francesco prima di riattaccare si è tolto il peso dallo stomaco e ha chiesto scusa dicendo ad Aziz che quelle brutte parole non lo rappresentavano per niente ma erano state solo il frutto avvelenato di un momento di rabbia durante la partita. Aziz ha capito e ha accettato le scuse sincere di Francesco rispondendo: “Non ti preoccupare, tutto risolto” ». E così, il sabato successivo i due ragazzi si sono incontrati alla stazione dove ad attenderli c’era Giani che racconta ancora commosso: «E’ stata un’emozione grandissima vederli sbucare insieme sulla piazza... A differenza del sottoscritto, Aziz e Francesco non sapevano niente del Frosinone. Erano molto curiosi di vedere da vicino questo allenatore misterioso che li aveva aiutati a fare pace, e anche di vedere giocare la sua squadra. Data la vicinanza da Fucecchio, allo stadio Castellani di Empoli per salutare il loro amico Max si erano dati appuntamento dall’ex sindaco della sua città natale, l’albergatore amico di infanzia, i parenti vicini e lontani fino ai compagni inseparabili della contrada Ferruzza. Questi erano alcuni degli ospiti dell’Alvini Day, venuti a festeggiare la rinascita di un uomo di sport ritrovatosi nel giro di pochi mesi dall’ultimo posto della classifica (con il Cosenza lo scorso anno) al primo di questi giorni – continua Giani - . E poi sugli spalti c’ero io insieme ad Aziz e Francesco che dopo quello che era successo hanno contribuito a scrivere questa piccola grande lezione di umanità». Il Frosinone avrebbe meritato la vittoria e ancora di più l’avrebbe meritata mister Alvini per la sensibilità dimostrata nei confronti di Aziz e Francesco. Il campionato dei due ragazzi ricomincerà nel segno della pace ritrovata. Quello del Frosinone riparte il 10 gennaio (gara interna contro il Catanzaro) e «Alvini è saldamente primo: per la squadra che allena, e per il cuore che ha», conclude riconoscente Tommaso Giani che si conferma la migliore scoperta fatta da “Avvenire” tra gli educatori del nostro calcio giovanile che, specie in questo momento storico, ha tanto bisogno di figure di riferimento e di altre storie esemplari, come quella di Aziz e Francesco.
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