venerdì 22 gennaio 2010
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Nessun trionfalismo, nessu­na nostalgia da «reduci». Piuttosto il desiderio di consegnare idealmente una sta­gione fondamentale nella vita del­la Chiesa a chi non l’ha vissuta, di far respirare il clima di allora u­sando il linguaggio di oggi, di va­lorizzare un’eredità quanto mai attuale. Perché il sito internet www.vivailconcilio.it che si inau­gura il 25 gennaio non si rivolge solo a chi del Vaticano II sa già tutto ma soprattutto a quelli, gio­vani in primis, che se dici Conce­sio pensano al paese di Mario Ba­lotelli più che di Paolo VI. «Il titolo – spiega il teologo Marco Vergottini, coordinatore del progetto – nasce dal desiderio di u­sare una forma e­spressiva intrigan­te, un linguaggio a­datto alla Rete. Il nostro vuole essere un sito accogliente, ospitale, non polemico, capace di recuperare la memoria e insieme l’attualità del Concilio». L’avventura on-line è nata lo scorso agosto a Camaldoli, durante la Settimana promossa dall’Ati ( Associazione teologica ita­liana) sulla Lumen gentium. In quell’occasione – aggiunge Ver­gottini – i partecipanti «hanno sollecitato gli organizzatori a pro­seguire nell’intento di far cono­scere la lezione del Vaticano II. Da qui l’idea di dar vita a un sito». Il comitato promotore vede la pre­senza di sei teologi: l’attuale presi­dente dell’Ati Piero Coda, i suoi predecessori Giacomo Canobbio e Severino Dianich, lo studioso canadese Gilles Routhier, il web­maker Massimo Nardello oltre a Vergottini coordinatore dell’ini­ziativa. Ma vi figurano a pieno ti­tolo anche i cardinali Carlo Maria Martini e Roberto Tucci nonché il vescovo Luigi Bettazzi, uno degli ultimi padri conciliari ancora vi­venti. La data d’inaugurazione non è casuale. Lunedì prossimo infatti saranno 51 anni da quando Giovanni XXIII annunciò il grande evento ecclesiale nella basilica di San Paolo fuori le Mura. «Nel sito si potranno trovare i testi, le fonti. E poi atti e interventi magisteriali, da Giovanni XXIII a Benedetto X-VI, riguardanti il Vaticano II, come ad esempio il di­scorso di Ratzinger domenica scorsa nella Sinagoga di Roma. Ma ci sarà spazio anche per letture, dai testi delle conferenze ad agili saggi di contenuto teologi­co, mentre una ter­za sezione sarà fat­ta di filmati, a cominciare da 'Im­magini dal Concilio', video appe­na realizzato dal Pontificio Consi­glio per le comunicazioni sociali». Fin qui la parte più 'ufficiale' del portale, che però mette a disposi­zione del navigatore anche spazi meno consueti: quattro rubriche ribattezzate «del 25», tanto per non dimenticare le origini. «Si tro­verà un editoriale in forma breve, una cosiddetta perla del Concilio, cioè una piccola citazione che fa da spunto a un approfondimento teologico; le 'bolle' del Concilio, pillole di buon umore ai margini del Vaticano II; e infine un invito alla lettura: comincerà monsignor Bettazzi consigliando 'Roma, due del mattino' di Helder Camara». Sulla porta d’ingresso del sito od home page che dir si voglia, cam­peggia invece un’opera di Lello Scorzelli, l’artista cui venne affi­dato il compito di accostare i pa­dri conciliari per farne un ritratto. Si tratta di uno schizzo a colori, di taglio espressionistico, sull’aula conciliare alla chiusura delle assi­se: quasi il riconoscimento della nuova atmosfera, della ventata di aria fresca scaturita dal Concilio. Per usare l’espressione di Vergotti­ni, l’home page vuol essere un «corridoio invitante» attraverso il quale raggiungere le varie stanze che compongono il portale. «'Vi­va il Concilio', come scriviamo in apertura del sito, è innanzitutto e­spressione di ringraziamento, di benedizione per il dono ricevuto con meraviglia e sorpresa – sotto­linea Vergottini –. È il riconosci­mento di un compito che si fonda sulla memoria, impegna il presen­te e apre alla profezia. E poi, va bene, è anche uno strumento agi­le per vivere il Vaticano II, per re­cuperare la sua lezione». Non sembra esattamente una dichia­razione di intenti bellicosa, tanto meno un manifesto polemico. «Non sono le nostre motivazioni – conclude Vergottini –, ed è un er­rore applicare all’evento ecclesiale le categorie di destra e sinistra che appartengono alla politica. Il no­stro sito vuole parlare a tutti. E poi, parafrasando Yves Congar, il Concilio è un anello che tiene in­sieme la catena della tradizione». Una panoramica dei vescovi al Concilio Vaticano II in San Pietro
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