mercoledì 2 gennaio 2019
La sonda New Horizon ha raggiunto a Capodanno il corpo celeste più lontano mai esplorato dall'uomo. E ha mandato immagini straordinarie di un corpo celeste dalla forma singolare.
Ultima Thule nella prima foto inviata da New Horizon

Ultima Thule nella prima foto inviata da New Horizon

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È una fonte di continua meraviglia l’avventura della sonda spaziale americana New Horizons ai confini del cosmo sinora esplorato, ormai oltre le colonne d’Ercole di Ultima Thule, il corpo celeste più lontano mai esplorato dall’uomo attraverso uno suo manufatto teconologico. Le immagini giunte al centro di controllo del Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado, mostrano un oggetto dalla forma assai simile a un pupazzo di neve, com’è stato subito osservato (da italiani potremmo anche pensare a un gigantesco provolone, ma gli amercani parlano anche di "nocciolina").

Quello che è finito nell’obiettivo delle fotocamere della sonda, che l’ha raggiunto il giorno di Capodanno dopo un viaggio di 13 anni, è in realtà un corpo celeste ricoperto di ghiaccio che si trova nella Fascia di Kuiper a una distanza di 6,4 miliardi di chilometri dalla Terra. Le prime immagini, ancora in bianco e nero e a bassa risoluzione, mostrano un corpo celeste con una strozzatura al centro e due protuberanze. Le sue dimensioni, secondo le prime stime degli esperti della Nasa, sono di 32 chilometri di lunghezza e 16 di larghezza. Nei prossimi giorni sono attesi altri scatti, stavolta ad alta definizione e a colori.


La sonda della Nasa New Horizons, dopo essere stata la prima a regalarci le prime immagini ravvicinate di Plutone, ha effettuato il primo giorno dell’anno un passaggio ravvicinato di Ultima Thule, a 3.500 chilometri di distanza da questo misterioso corpo celeste risalente agli albori del Sistema Solare. «Ultima Thule – aveva commentato a caldo il direttore del progetto, Alan Stern, del Southwest Research Institute – è 17.000 volte più lontano rispetto al "grande passo" della missione lunare di Apollo».

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