mercoledì 15 febbraio 2012
​Valanga di messaggi di solidareità via mail, facebook e twitter alla redazione di Avvenire dopo l'attacco di Adriano Celentano alla stampa cattolica durante la prima serata del Festival di Sanremo. Il direttore di Rai1 Mazza: la chiusura di un giornale non si invoca mai, sono cose brutte». Anche il Sir prende posizione. Comunicato di Belletti (Forum Famiglie).
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Il primo messaggio alla mail dei lettori (lettere@avvenire.it) è arrivato alle 22.31, pochi minuti dopo che Celentano aveva iniziato il suo "sermone" chiedendo la chiusura di Famiglia Cristiana e Avvenire. Il lettore Sergio Sala, dunque, mentre ascoltava ha scritto poche parole: «Che pena. Buon lavoro direttore». Da lì in poi è stata una valanga: decine di email di salidarietà ad Avvenire, al direttore e a tutti coloro che ci lavorano. Messaggi di privati cittadini, ma anche di autorevoli giornalisti, presuli e parroci, anche su Twitter e sulla pagina Facebook di Avvenire. 

In tarda mattinata è arrivata anche la reazione del direttore di Rai1 Mauro Mazza: "La chiusura di un qualsiasi giornale non si invoca mai: sono cose brutte e ad ascoltarle si avvertono i brividi lungo la schiena". Il direttore ha dunque preso le distanze dall'intervento di Adriano Celentano.Dura replica anche del Sir, l'agenzia stampa della Cei. "Quando l'ignoranza - si legge nel comunicato - prende il microfono per diffondere il suo messaggio è doveroso replicare, seppur con serenità e rispetto delle persone, per amore della verità". "Ieri sera, in apertura del Festival di Sanremo - afferma il Sir - i giudizi di Adriano Celentano su due testate cattoliche nazionali da lui accusate di ipocrisia, di parlare di politica e nondi Dio, sono stati la prova di un vuoto che è anche dentro di lui". "Vuoto di conoscenza - prosegue il testo - di ciò che le testate cattoliche professionalmente sono e vuoto di conoscenza del servizio che esse svolgono per la crescita umana, culturale e spirituale della società tutta. Un vuoto voluto, e quindi ancor più triste, perché a tutti è possibile conoscere e comprendere il ruolo laico dei media cattolici nel nostro Paese".Il presidente del Forum delle famiglie, Francesco Belletti, ha inviato un messaggio in cui esprime "solidarietà ai due Direttori e alle redazioni di Avvenire e FamigliaCristiana a cui mi sento anche personalmente legato, nella già difficilissima battaglia per raccontare la vita vera delle famiglie nel nostro Paese; senza queste due libere voci, quanta parola in meno avrebbe la famiglia e la società civile in Italia? Ma soprattutto: davvero triste quel profeta che per sostenere le proprie ragioni invoca la cancellazione delle ragioni e della voce di chi non la pensa come lui: davvero triste quella società che invoca meno libertà di stampa. A Celentano suggerisco di usare le ore di oggi per ripensare a  ciò che ha detto (anche lui può sbagliare: o no?), e i prossimi minuti di servizio pubblico a sua disposizione per correggersi. Dovevamo proprio dare la ribalta dell’Ariston e 50 minuti di servizio pubblico a queste provocazioni? Ripensiamoci bene, perché io il canone Rai lo pago tutti gli anni, e questo “tributo” mi fa sentire la Rai un po’ anche mia. Sbaglio?".

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