martedì 7 novembre 2017
Il 10 novembre si rigioca Sudafrica-Senegal, partita «ripetuta» grazie a Sportradar, società che monitora il flusso delle puntate. Una combine su un rigore inesistente aveva falsato il primo match
Chi salva il calcio dal doping delle scommesse?
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Questa pausa per gli impegni delle Nazionali non passerà alla storia solo per il playoff del-l’Italia con la Svezia, primo spareggio mondiale dopo 20 anni per gli azzurri. I prossimi giorni resteranno negli archivi del calcio internazionale anche per un altro motivo: venerdì 10 novembre - alle 19 ora locale (le 18 in Italia) due ore e 45 minuti prima del calcio d’inizio della squadra di Ventura a Stoccolma - allo stadio Peter Mokaba di Polokwane in Sudafrica scenderanno in campo la nazionale di casa e il Senegal. Al di là della posta in palio, rappresentata dalla qualificazione a Russia 2018, questa sarà la prima partita “rigiocata” nella storia del calcio a causa delle scommesse illegali.

Una decisione avveniristica presa dalla Fifa e confermata dal Tas di Losanna (la Corte arbitrale dello sport, massimo organismo giurisdizionale in ambito Cio). Il 12 novembre dell’anno scorso la partita venne falsata da un rigore inesistente concesso dall’arbitro ghanese Joseph Lamptey per un fallo di mano mai commesso dal difensore del Napoli, Koulibaly (il pallone finì chiaramente sulle ginocchia del centrale di Sarri). Lamptey è stato radiato e ora la partita deve essere ripetuta. «È un passaggio storico che cambierà per sempre la lotta al match fixing mondiale», spiega Marcello Presilla, avvocato romano, responsabile per l’Italia di Sportradar, una delle più importanti agenzie mondiali nel campo dell’analisi dei flussi anomali di scommesse e della formazione a tesserati e addetti ai lavori delle squadre di calcio professionistiche. La società, con sede a Londra, ha giocato un ruolo decisivo in questa vicenda: il suo “Fraud Detection System” viene utilizzato da Uefa e Fifa per individuare situazioni rischiose.

È stato proprio l’andamento sospetto delle puntate durante il primo tempo di Sudafrica-Senegal a far suonare l’allarme. Somme enormi, movimentate in particolare sui mercati del Sud est asiatico sulle piattaforme di grandi broker, e dirette verso le quote del primo gol segnato. Proprio quella legata alla trasformazione del rigore fasullo. Questo sistema è basato su algoritmi che consentono di evidenziare ogni scostamento significativo: aumento abnorme delle giocate, impennata di una singola quota “live” relativa proprio all’azione manipolata, scostamento improvviso dall’andamento precedente e così via. Talmente affidabile da aver spinto il Tas di Losanna, in una sentenza emessa l’anno scorso a proposito dell’esclusione degli albanesi dello Skenderbeu dalla Champions League - provocata da una serie di combine nelle coppe internazionali - a elaborare un principio giurisprudenziale rivoluzionario: il “Fraud Detection System” deve avere lo stesso valore probatorio del passaporto biologico usato per rilevare valori sballati nel sangue degli atleti.

Le scommesse illegali come il doping: una correlazione che ora ha trovato una similitudine anche negli strumenti di repressione. In questo modo Fifa e Tas hanno potuto decidere per la ripetizione della partita utilizzando come prove le immagini della partita e il report di circa 60 pagine di Sportradar. «Ora cambierà tutto nella lotta a questo fenomeno. È importante che la Fifa sia intervenuta nella competizione più importante di tutte: il Mondiale. Non un torneo secondario. Così il messaggio è ancora più forte», aggiunge Presilla che ha da poco pubblicato, insieme all’avvocato Maurizio Arena, il volume Giochi, scommesse e normativa antiriciclaggio (Filodiritto). Le implicazioni sono numerosissime. In questo caso l’unico responsabile è stato l’arbitro. Ma spesso la combine viene orchestrata anche dai calciatori per alterare il risultato a vantaggio di una delle due squadre. Sapere che ora non esiste più solo il rischio di squalifiche, ma anche della ripetizione della partita, può rappresentare un deterrente notevole perché vanifica ogni scopo legato alla componente sportiva. Senza trascurare altre conseguenze.

Sapendo che uno o più episodi di match fixing possono spingere alla revisione dell’esito di un torneo importante, anche organizzatori, sponsor e ogni altro soggetto coinvolto faranno di tutto per alzare la guardia. «Non dobbiamo dimenticare un elemento fondamentale – continua Presilla – la ripetizione di Sudafrica-Senegal è stata possibile perché la fase di indagine è stata condotta nel più assoluto riserbo. Non è trapelato nulla a differenza di quello che purtroppo succede sempre più spesso con annunci allarmistici effettuati da alcuni operatori a scopo pubblicitario. Uscite che alzano polveroni utili solo a mettere sul chi va là i responsabili, ammesso che le segnalazioni riguardino effettivamente episodi di match fixing e non solo azioni curiose nel corso di una partita». Anche per questo motivo Presilla preferisce evitare facili equiparazioni tra squadre in crisi tecnica e possibili inserimenti di faccendieri pronti a speculare sul risultato a sorpresa: «Tutto può essere rischioso e tutto può non esserlo. Non ci sono certezze – commenta Presilla – l’anno scorso si era a lungo parlato del pericolo di una lotta salvezza in Serie A che sembrava già decisa a gennaio. Invece il Crotone ha sorpreso tutti ed è retrocesso l’Empoli. Il calcio ha sempre la sua percentuale di imprevedibilità e non bisogna scambiare un deficit tecnico per qualcosa di diverso».

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