martedì 13 marzo 2018
«Nemmeno nei miei sogni più arditi avrei mai immaginato di girare un film su papa Francesco»: così il regista Wim Wenders presentando il suo ultimo lavoro

In occasione dei 5 anni di pontificato di papa Francesco, Vatican News ha diffuso il trailer del film Papa Francesco. Un uomo di parola (Pope Francis - A Man of His Word), scritto e diretto dal regista pluricandidato agli Oscar, Wim Wenders, in uscita nelle sale il 18 maggio.

La pellicola è destinata a essere, più che un film documentario sulla sua vita, un viaggio personale con papa Francesco. Punto di partenza del progetto, la volontà espressa da monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, di fare un film «con» papa Francesco, e non «su» papa Francesco.

Rara co-produzione con il Vaticano, le idee e il messaggio del Papa sono al centro del docu-film, che descrive il lavoro di riforma compiuto dal Pontefice e le sue risposte alle principali sfide globali del mondo di oggi: la morte, la giustizia sociale, l'immigrazione, l'ecologia, le diseguaglianze in termini di ricchezza, il materialismo e il ruolo della famiglia.

La tecnica di ripresa (direct-to-camera) del film porta lo spettatore faccia a faccia con Francesco, creando un dialogo tra lui, e - letteralmente - il mondo circostante. Raccogliendo le domande di persone in diversi percorsi e fasi della vita, il Papa risponde agli agricoltori e ai lavoratori, ai rifugiati, ai bambini e agli anziani, ai carcerati e a coloro che vivono nelle favelas (baraccopoli) o nei campi profughi. Tutte queste voci e tutti questi volti rappresentano uno spaccato di umanità che si unisce in un dialogo con papa Francesco.

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Wim Wenders racconta com'è nato il progetto

«Nemmeno nei miei sogni più arditi avrei mai immaginato di girare un film su papa Francesco» confessa il regista Wim Wenders. «Quando ho ricevuto la lettera con l'invito a venire in Vaticano per discutere della possibilità di girare un film sul Papa con monsignor Dario Viganò, per prima cosa ho tirato un respiro profondo, poi sono andato a fare il giro del palazzo - rivela su Vatican News, parlando della proposta del prefetto della Segreteria per la Comunicazione vaticana -. Mi resi conto che un progetto di questo genere comportava una grandissima responsabilità; comunque, un compito totalmente diverso da qualsiasi film avessi girato fino ad allora. Ma naturalmente sarei andato, per capire cosa avesse in mente don Dario».

Racconta ancora Wenders: «Venne fuori che mi offriva carta bianca, dandomi la possibilità di buttare giù un'idea e decidere io stesso come mi sarei immaginato il film. E che il Vaticano non avrebbe interferito e che ci avrebbe aperto gli archivi. Ho detto di sì, ovviamente. C'è voluto un po' prima che la mia idea prendesse forma, che il finanziamento andasse a buon fine e per organizzare le prime riprese con papa Francesco. Da quel primo colloquio alla fine del film sono passati circa due anni, altri tre lunghi colloqui e una ripresa ad Assisi, la patria di san Francesco. E poi mesi e mesi in sala montaggio, finché il film ha preso la sua forma definitiva».

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