sabato 18 aprile 2015
Se Formia vuol dire atletica, e Maranello è sinonimo di Ferrari, Dormelletto nel Novarese è la vera casa dell’ippica italiana. Qui, a pochi passi dal lago Maggiore, sponda piemontese, è cresciuto Ribot, il più grande cavallo da galoppo di tutti i tempi (vinse per due volte 1955 e 1956 l’Arc de Triomphe) delle storiche scuderie di Federico Tesio (1869-1954) il “Leonardo da Vinci” dei cavalli. Ecco il luogo che l’ippica di tutto il mondo invidia all’Italia. E oggi, a continuare l’epica impresa del senatore Tesio, almeno nello spirito, tocca al 52enne milanese Bruno Grizzetti, tra i più stimati allenatori del circuito internazionale dei purosangue da galoppo. «Ero innamorato di questo posto - spiega Grizzetti che abbiamo incontrato a Dormelletto, nel modernissimo allevamento in contrada “La Cucchetta” - l’ho rilevato più di dieci anni fa, perché era il centro dell’ippica mondiale. Qui a Dormelletto, con Tesio, negli anni Quaranta, è nato il più grande allevamento del mondo, creando  una razza nuova di cavalli da corsa diffusa oggi in tutto il mondo, la Dormello-Olgiata (attuale proprietario è il marchese Nicolò Incisa, ndr), l’80% dei cavalli da galoppo nel mondo provengono da qui». L’entusiasmo e la passione per i purosangue e per la figura di Tesio hanno caratterizzato e continuano tutt’oggi a caratterizzare la vita di Grizzetti: «Mentre altri bambini giocavano a calcio, io a due anni montavo i cavalli del piccolo maneggio dei miei genitori a Viggiù, in provincia di Varese», ricorda senza enfasi. A vent’anni, dopo aver frequentato i salesiani di Varese - così come hanno fatto i suoi figli Filippo di 20 e la piccola Ginevra di 11 anni - andò a lavorare all’Ippodromo di San Siro come stalliere «perchè per imparare questo mestiere occorre sporcarsi le mani», coadiuvando il famoso allenatore Gabriele Miliani, nientedimeno nella scuderia di Tesio ossia “il mago di Dormello” come lo definì Indro Montanelli. «Tesio - sottolinea Grizzetti - tirava fuori dai cavalli una qualità: la velocità. Era costantemente alla ricerca della perfezione e pertanto selezionava sempre i più veloci». Racconta Grizzetti che «dopo aver girato il mondo, ora sto lavorando per realizzare, proprio partendo dalle scuole, insieme a mia moglie Alessandra, un centro internazionale per l’avviamento all’ippica dei bambini. Questa è la zona più bella d’Italia per allevare cavalli, perché il lago, la catena montuosa intorno, e il clima, sono tutte componenti che portano nel terreno sempre sali minerali, l’ideale per i cavalli per crescere con le ossa dure e forti». Nel resto del mondo, l’attenzione verso i vacalli è molto più marcata: «Dall’America a Hong Kong, ma anche in Inghilterra i bambini durante l’ora di educazione fisica vanno all’ippodromo. Nel 2005 durante il mio mandato di presidente dell’Unag (Unione degli allenatori d’Italia da galoppo) sono riuscito a inserire all’interno degli ippodromi di Milano e Varese la medesima esperienza con le scuole. Certo bisognerebbe estenderla a tutta Italia». Quella di Grizzetti è una squadra-azienda, posta su un terreno di 15 ettari, dotata di ampi paddocks, tre dipendenti, 20 cavalli, tre fantini Gregorio Arena, Fabio Branca e il promettente Ivan Rossi e attorno un numeroso indotto (veterinari, maniscalchi, …). Spiega Grizzetti: «Noi abbiamo le fattrici che vengono mandate in tutto il mondo dove ci sono gli stalloni soprattutto in Francia, Inghilterra, Stati Uniti. Dopo undici mesi nascono i puledri, che vengono allevati qui in questi prati meravigliosi fino a 18 mesi. Successivamente possono essere venduti alle aste pubbliche (Inghilterra o Italia), oppure li porto nei luoghi di allenamento per la corsa negli allevamenti di Milano, Roma, Varese. Qui in pratica si allevano le... Ferrari del galoppo: «Offriamo il massimo delle, tecniche e tecnologie necessarie - spiega ancora Grizzetti - perchè un cavallo possa primeggiare negli ippodromi di tutto il mondo». E in effetti arrivando in contrada La Cucchetta, tutto parla dei “bolidi” dell’ippica, e al centro del paese, sulla facciata dell’edificio comunale si scorge la riproduzione della giubba rappresentante la razza Dormello-Olgiata. A Ribot è intitolata la strada comunale che porta nelle storiche scuderie (oggi abbandonate) dove il senatore Tesio teneva le fattrici pronte per andare alla monta all’estero.Il mondo dei cavalli in Italia ha tante discipline (galoppo, trotto, dressage, salto ostacoli ed altri), e un indotto di 1 milione di persone. L’ippica italiana che vanta 36 ippodromi e 7/8 mila maneggi è pronta per il colpo d’ala per rifiorire e ripartire proprio dall’eccellenza di Dormelletto.
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