giovedì 4 novembre 2010
Il Real domina, Inzaghi ribalta il risultato: incredibile 2-2. Lo squadrone di Mourinho trova la rete del pareggio a tempo quasi scaduto. Il bomber rossonero a 37 anni suonati raggiunge il record di 70 gol nelle Coppe.
COMMENTA E CONDIVIDI
Certezze rossonere: il vecchio Milan è meglio del nuovo, Inzaghi meglio di Ibrahimovic. Morale: il vecchio Pippo, entrato nella ripresa, ha scalato da solo il Real e con un po’ di fortuna (la seconda rete è viziata da fuorigioco) una gara che sembrava irrecuperabile, con il verdetto chiuso a doppia mandata, vissuta nel peggiore dei modi prima che arrivasse lui. Il Milan pareva spacciato, poi è arrivato lui, che non avrà l’età di un tempo, ma gambe-testa-cuore sono quelli di sempre. Con la grinta che lo contraddistingue, quella che ieri sera non hanno avuto Pato e Ibra, ha messo a segno una incredibile doppietta (toccando il record di 70 reti in Coppa) che per un pelo non ha messo le ali a questo contradditorio Milan, se non fosse arrivato la rete di Leon al 93’ a rovinare sogni e classifica.Eppure la squadra di Allegri, cantiere ancora aperto e con Ibrahimovic che non riesce a curare il mal d’Europa, è andata vicina al trionfo. Sebbene i rossoneri fatichino ad assimilare l’offensivismo militante ordinato dal Presidente e sponsorizzato (di forza) dal nuovo allenatore. La realtà è che il Milan che sfiora il successo contro il Real Madrid, grazie ad Inzaghi e con la fattiva collaborazione prima di Pepe e poi del portiere Casillas, è una macchina con il turbo nel motore e le ruotine di scorta al posto dei cerchioni in lega. Una squadra di lampi, accelerate ed intuizioni, a cui non corrisponde ancora  una ratio balistica, una logica d’insieme. Un gruppo encomiabile nell’impegno, ma sorretto (anche troppo) dai colpi del grande Vecchio. Il Milan dominato e il Real dominatore non sono gli stessi di Madrid. Come due settimane fa, i ragazzi di Mou hanno ancora preso a pallonate l’ottimo Abbiati, ma con la tipica imprecisione di chi alimenta il proprio ossigeno con la spocchia. Si sarà arrabbiato lo Speciale, è parso evidente a tutti: se la coppia Higuain-Di Maria, prima di incantare nel vantaggio a fine primo tempo avesse impresso maggior cattiveria nelle proprie scanzonate conclusioni, staremo ora a parlare di goleada o qualcosa di similare. Bravo anche Pirlo, che in pochi istanti ha salvato due volte sulla linea di porta. Ma la cosa incredibile, difficile valutare se sia un bene o un male, è che la stessa vena presuntuosa ha coinvolto anche il Milan. Ancora sullo 0-0, Ibrahimovich ha fallito vantaggio e gloria in almeno due occasioni. L’ingresso dei muscoli di Boateng al posto della classe di Seedorf  non ha irrobustito la diga. Che, anzi, fa ancora acqua da tutte le parti. La squadra dello Speciale è parsa più forte ed è soprattutto più squadra. Offende con 6/7 giocatori, presa e raddoppia sugli avversari, arretra con sette elementi quando difende. Movimenti d’insieme, calcio organizzato, il contrario del Milan. Ma finché ci sarà Inzaghi ci sarà sempre speranza.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: