domenica 30 marzo 2014
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Si gioca con il tempo e con lo spazio nell’opera mu­sical  Karol Wojtyla - La vera storia: la prospettiva cambia continuamente, teatro ed effetti speciali si fondono in un prodotto sorprendente e quella storia «che merita di essere raccontata» perché narra di un uomo speciale, diventa del tutto originale. Non sono gli anni del Pontificato al centro della narrazione, ma l’in­fanzia e la giovinezza di Giovanni Paolo II: la Polonia del­la natia Wadowice, la fede vissuta in famiglia e la soffe­renza per la perdita della madre Emilia e del fratello Ed­mund; gli studi a Cracovia e la passione per il teatro; la guerra vissuta sulla pelle ed il lavoro duro tra gli operai; quelle radici umane insom­ma che l’hanno cresciuto, fortificato, reso l’uomo che il mondo ha conosciuto, in una cronistoria vivacizzata da continui flashback ed un unico filo conduttore: il 13 maggio 1981, giorno dell’at­tentato in piazza San Pietro, vissuto attraverso gli occhi dell’allora segretario del Pa­pa, Stanislaw Dziwisz.  Il fondale del palco è un’im­mensa parete di specchi in­clinata: è questo l’originale espediente della regia di Duccio Forzano, noto al grande pubblico per il Festi­val di Sanremo e Che tempo che fa. Su di esso vengono proiettate scenografie, filmati e immagini grafiche; lo specchio moltiplica gli attori e riflette i personaggi; come un magico portale da esso appaiono le figure dall’aldilà e, nella trasparenza, i ballerini danzano i momenti sa­lienti del racconto. Lo spettatore sceglie la prospettiva con cui guardare, godendosi lo spettacolo a 360°. Copro­tagonista del racconto sicuramente la musica: la colon­na sonora, opera dell’artista israeliana Noa, che cantò anche per Wojtyla; del suo direttore musicale e chitarri­sta Gil Dor e dei Solis String Quartet, accompagna per­fettamente lo spettacolo, con melodie che spaziano dal­la lirica al pop, in una sapiente combinazione che lo ren­de davvero un’opera musical. Giovani e di talento gli at­tori del cast, artisti professionisti che interpretano più di un ruolo: Barbara di Bartolo, Roberto Rossetti, Simone Pieroni,Virgilio Brancaccio, Massimiliano Colonna, Mat­teo Macchioni, Beatrice Arnera, Jacopo Bruno e il pic­colo Alessandro Bendinelli. Questo ambizioso pro­getto, sostenuto dalla Consulta nazionale delle Ag­gregazioni laicali e dalla Fondazione Giovanni Pao­lo II per la gioventù, porta la firma di numerosi au­tori: Donatella Damato, Patrizia Barsotti, Gaeta­no Stella e lo stesso regista Duccio Forzano (col­laborazione alla regia di Francesca Satta Flores); le coreografie affidate a Tuccio Rigano e Anna­maria Perilli e i costumi a Maria Sabato. Dopo la prova generale sul palco del Modigliani Fo­rum di Livorno, la produzione Cicuta, guidata da Mauro Longhin, porterà l’opera musical in prima mondiale a Cracovia il prossimo 2 aprile, mentre in Italia tornerà in scena a Roma il 15 aprile al teatro Bran­caccio di Roma, dove resterà per tutto il periodo della canonizzazione di Giovanni Paolo II.
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