giovedì 14 marzo 2024
In Europa League, il Milan strapazza 3 a 1 lo Slavia Praga, la Roma perde ma passa e l'Atalanta vince in casa. Bene anche la Fiorentina, che pareggia 1 a 1 con il Maccabi Haifa. Cori contro Israele
Un momento di Slavia Praga-Milan

Un momento di Slavia Praga-Milan - Ansa

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Dopo la delusione della Champions League, con Inter, Lazio e Napoli eliminate agli ottavi di finale, l'Italia pallonara si rialza nelle due coppe “minori”. In Europa League, il Milan strapazza 3 a 1 lo Slavia Praga in Repubblica Ceca e vola ai quarti di finale. La Roma perde 1 a 0 all'Olimpico con il Brighton, ma va avanti grazie al 4 a 0 dell'andata e l'Atalanta regola 2 a 1 lo Sporting Lisbona a Bergamo. In Conference League, la Fiorentina non va oltre il pari (1 a 1) al Franchi con il Maccabi Haifa, ma passa ugualmente il turno, forte del 4 a 3 ottenuto fuoricasa. Nel finale, cori vergognosi dalla Fiesole contro Israele.

Milan, tutto facile a Praga

Tutto facile per il Milan che rifila tre gol allo Slavia Praga, approda ai quarti di Europa League e fa un altro passo verso la finale di Dublino. Obiettivo raggiunto senza grandi difficoltà, anche perché come all'andata i rossoneri giocano gran parte della partita in superiorità numerica. Fino all'espulsione di Holes, al 20' del primo tempo dopo un lungo consulto al Var, il Milan ha sofferto l'aggressività dei padroni di casa, decisi a compiere l'impresa.
Solo un grande intervento d'istinto di Maignan nega il gol a Chytil, una respinta con la gamba destra, dolorante per uno scontro di gioco con Vicek. Il portiere rossonero prende una botta forte dopo appena tre minuti, prova a stringere i denti ma poi - al 20'- lascia il posto a Sportiello.
Domani, giorno dei sorteggi, il Milan oltre a conoscere l'avversario dei quarti, saprà anche l'entità dell'infortunio di Maignan che effettuerà gli esami strumentali dopo il trauma contusivo rimediato a Praga.È l'unica nota negativa della serata, perché la gara scivola via senza patemi e, anzi, regala perle di grande calcio come il gol di Leao per il momentaneo 3-0.
Episodio chiave l'espulsione di Holes per un'entrata al limite su Calabria. Inizialmente l'arbitro lascia correre ma viene richiamato dal Var. Dopo un lungo consulto, decide per il rosso diretto che cambia la partita. Il pubblico di Praga protesta e arrivano i primi oggetti in campo con il richiamo dello speaker, anche se le intemperanze sono state più intense nella ripresa quando l'arbitro ha dovuto sospendere il match e Adli si è preso della birra in testa proveniente dagli spalti.
Con un uomo in più comunque i rossoneri prendono il pallino del gioco, Stanek tiene il risultato in equilibrio con due interventi su Leao e Pulisic ma gli affondi sulla fascia sinistra di Theo Hernandez e Leao sono letali: al 34' il gol che sblocca la partita viene propiziato proprio dai due e concretizzato da Pulisic. Passano solo due minuti e arriva il raddoppio, Theo Hernandez scambia con Leao poi Loftus Cheek appoggia in rete. È il quarto gol in quattro partite per l'inglese. E dopo aver servito palloni al bacio ai compagni, Leao si prende le luci della ribalta nel recupero del primo tempo: destro a giro sotto l'incrocio. Una perla da fuoriclasse quella del portoghese. La ripresa non regala grandi emozioni, cala il ritmo e a prendersi la scena sono più che altro i tifosi con il lancio di oggetti. Allo scadere c'è spazio per il gol dello Sparta Praga di Jurasék. Una rete che non sposta nulla ma fa esultare il pubblico di Praga.
Sorride anche l'ad Giorgio Furlani, seduto in tribuna al fianco di Zlatan Ibrahimovic. Il dirigente rossonero, sicuramente soddisfatto della qualificazione, si dice sereno anche per ciò che riguarda l'inchiesta della Procura di Milano che lo ha indagato per ostacolo all'attività di vigilanza della Figc. «C'è un'indagine in corso sulla proprietà del Milan. I fatti sono semplici, la proprietà è di RedBird come è stato detto più volte. Le autorità - spiega a Sky Sport prima della partita - possono fare indagini, abbiamo cooperato con loro e abbiamo dato loro tutte le informazioni che ci hanno chiesto e siamo disponibili per qualsiasi cosa. Noi siamo focalizzati sul fare il nostro lavoro, e il nostro lavoro è assicurarci che il Milan abbia successo e che i nostri tifosi siano orgogliosi». E il passaggio ai quarti tiene vivo il sogno del trofeo.

Roma sconfitta ma promossa

Missione compiuta per la Roma che approda ai quarti di finale di Europa League nonostante la sconfitta con il Brighton. I giallorossi, forti del 4-0 conquistato all'Olimpico, perdono 1-0 al Falmer Stadium ma passano comunque il turno e sono tra le migliori otto squadre della seconda competizione europea per club. A decidere il match del Falmer Stadium in favore dei ragazzi di De Zerbi è un gol di Welbeck al 37' del primo tempo.
Partita di grande intensità sin dai primi minuti con i padroni di casa all'arrembaggio nel tentativo di compiere l'improbabile “remuntada” e gli ospiti in difficoltà e costretti sulla difensiva. Al 23' in una delle rare proiezioni offensive i capitolini vanno in gol con Azmoun ma l'arbitro annulla per gioco pericoloso dell'attaccante iraniano. Al 37' la squadra di De Zerbi vede premiata la propria supremazia.
Estupinan sfonda a sinistra e serve Welbeck il quale sposta la palla sul destro e la piazza all'incrocio dei pali.
Gli inglesi partono forte anche nella ripresa e al 5' sono pericolosi con Enciso che va al tiro da fuori area: palla a lato. Al 12' cross di Estupinan, Adingra colpisce di testa ma non inquadra la porta. Al quarto d'ora Roma finalmente pericolosa con una percussione di Spinazzola che calcia da posizione angolata, palla che colpisce la parte esterna del palo e termina sul fondo. Al 20' strepitoso intervento di Svilar che ha i riflessi prontissimi sul colpo di testa a botta sicura di Adingra. Poco dopo la mezz'ora ennesima conclusione del Brighton con Igor da fuori, respinta di Svilar sui piedi di Adingra che non riesce a concludere con efficacia. Al 35' e al 36' altre occasioni per gli inglesi. Prima Ansu Fati manda a lato una conclusione al volo, poi Adingra tira troppo centralmente a Svilar para. Al 45' Buonanotte entra in area elude anche l'intervento di Svilar con un passaggio ma nessun compagno arriva in tempo per spingere il pallone in rete. Nel recupero ancora Svilar protagonista: il portiere serbo vola a deviare un gran tiro di Ansu Fati.

L'Atalanta ai quarti (ma che sofferenza)

Una vittoria sofferta, ma che vale i quarti di finale di Europa League. L'Atalanta vince 2-1 nel match di ritorno contro lo Sporting grazie alle reti di Lookman e Scamacca nel secondo tempo: i bergamaschi vincono anche il secondo confronto dopo la fase a gironi ed entrano nelle migliori otto dell'Europa League, un traguardo che mancava dalla stagione 2021-2022.
Rispetto alla sfida di Lisbona, Gasperini ha cambiato un solo elemento, con Bakker al posto di Ruggeri. In attacco confermato il tridente con Scamacca supportato da Lookman e Miranchuk. La compagine bergamasca ha alzato subito i ritmi; dopo appena tre minuti lo stesso Scamacca non è riuscito a impensierire Israel. La trama del match ha rispecchiato l'andata, coi nerazzurri a gestire il possesso e a cercare varchi e uno Sporting chiuso e poco propositivo. Alla prima vera occasione i lusitani sono passati in vantaggio con Goncalves, abile a sfruttare il triangolo con Gyokeres.
Se i bergamaschi nella parte finale del primo tempo si sono innervositi, nella ripresa è cambiato tutto col di Lookman dopo appena 39 secondi: la rete del nigeriano ha spinto la squadra, al 14' è stato Scamacca a firmare il sorpasso grazie al pallone di ritorno sfornato da Miranchuk.

L'uno-due ha affondato la squadra di Amorim. Soltanto Braganca ha cercato di sorprendere Musso con un tiro dalla distanza. La Dea invece ha temporeggiato cercando spazi, ma non riuscendo mai a sfondare, nemmeno per vie centrali. Gli ospiti hanno alzato i giri del motore nel finale, Paulinho ha provato il pallonetto, ma l'argentino ha intercettato le intenzioni del numero 20, in gol all'andata.
A tempo scaduto occasione anche per Trincao, ma la palla è terminata alta sopra la traversa. Inutile il forcing finale, a far festa è stato il pubblico di casa: i nerazzurri potranno vivere un'altra notte da sogno in Europa.

Fiorentina, avanti con brivido (e cori beceri)

La Fiorentina approda ai quarti di Conference League grazie ad Antonin Barak: il centrocampista ceco è stato decisivo all'andata segnando al 95' la rete della vittoria viola per 4-3 contro il Maccabi Haifa, una rete che si rivelerà determinante visto che stasera la gara di ritorno è terminata 1-1, a segno ancora Barak che ha sbloccato nella ripresa mentre per la formazione israeliana ha pareggiato Khalaili già a segno all'andata. Un gol ininfluente ai fini della qualificazione ma ha costretto i viola a chiudere un po' in affanno.
Il Franchi si è presentato semivuoto per il clima di preoccupazione e le limitazioni che hanno contrassegnato il match (appena 6.700 spettatori compresi i 400 sostenitori israeliani), un paio di bandiere pro Palestina e una inneggiante alla pace sugli spalti, qualche attimo di tensione alla fine quando dalla curva Fiesole sono partiti cori contro Israele che alcuni calciatori del Maccabi non hanno gradito e sono riapparsi fuori dal tunnel, costringendo il servizio di sicurezza e gli steward a intervenire per placare gli animi e riportare i giocatori negli spogliatoi.
Per la gara la Fiorentina si è presentata con Nico Gonzalez e Belotti titolari: queste le mosse un po' a sorpresa di Vincenzo Italiano oggi squalificato e sostituito dal vice Daniel Niccolini. Il tecnico viola, che ha seguito la gara da uno sky box, ha invece escluso inizialmente Beltran (al suo posto Barak, scelta azzeccata) mentre Bonaventura ha giostrato in mediana.
Riguardo al Maccabi il tecnico Degu ha scelto una difesa a cinque e in avanti ha confermato Pierrot in tandem con Podgoreanu.
L'obiettivo della formazione israeliana era limitare le iniziative avversarie e provare a sfruttare qualche ripartenza, infatti la Fiorentina faticava a rendersi pericolosa, non riuscendo a trovare gli spazi e gli acuti per colpire. Ci ha provato Barak servito da Gonzalez (Simic ha deviato in angolo), poi Mandragora dalla distanza. Tentativi senza costrutto mentre il Maccabi segnava nel finale di tempo con Simic ma l'azione era stata fermata precedentemente per fuorigioco. Nella ripresa la Fiorentina ha cercato di accelerare la sua manovra venendo premiata al 14' quando è passata con Barak servito da Faraoni, poi sostituito da Dodo al rientro dopo il lungo stop per l'operazione al crociato. Mentre la squadra viola sembrava controllare il match senza affanni il Maccabi con orgoglio pareggiava a due minuti dalla fine col suo maggiore talento, Khalaili. Di qui l'apprensione finale per i viola che comunque riuscivano a portare in fondo la missione qualificazione.

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