venerdì 28 gennaio 2011
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A prima vista sembra la stes­sa dell’anno scorso, ma a guardarla meglio nel detta­glio ci sono tante piccole modifiche rispetto alla F10 da farne una vettu­ra diversa, sia come sostanza sia co­me contenuti. Il pezzo forte, però, nel giorno del suo battesimo ufficiale a Maranello resta il nome, con la presenza evi­dente del tricolore sull’ala e sulla vet­tura. Insomma è una Ferrari eretta a simbolo dell’unità nazionale. Con quella sigla, F150, dedicata ai 150 an­ni dell’unificazione e con il presi­dente Montezemolo che ricorda il messaggio incluso in questo nome: «Un messaggio che viene dal mon­do dello sport, che ricorda i succes­si dei nostri atleti, un messaggio po­sitivo di unità in un momento in cui sembra che tutti siano contro tutti». L’auspicio, ovviamente, è che la nuo­va Ferrari possa vincere, e tanto: «In passato - ha ammesso Montezemo­lo - il giorno del debutto si diceva che la macchina era bellissima: ora preferisco che si dica che è brutta ma che vincerà molte gare». «L’im­pressione - dice invece il responsa­bile della GES, Stefano Domenicali - è che non sia cambiata molto, ma prima della gara di apertura molte cose cambieranno rispetto alla vet­tura che vedete ora. Dovrà avere dal­la sua l’affidabilità ed essere veloce, condizioni basi per portare a casa punti nelle prime corse».Nuova anche parte della struttura ai box, con l’arrivo sul muretto di Pat Fry, ex McLaren, che coordinerà la pista e l’inserimento a Maranello di Neil Martin, ex Red Bull, che seguirà da casa l’andamento delle corse e darà i consigli giusti senza avere la pressione della pista che, come di­mostrato l’anno scorso in alcune oc­casioni, può portare ad errori cla- morosi e purtroppo fatali. Soddisfatti anche il presidente del­la Fiat, il giovane Jaky Elkann, e l’am­ministratore delegato Sergio Mar­chionne, che ha rilanciato la spe­ranza di una Alfa Romeo impegna­ta nelle competizioni in sinergia con Ferrari e le altre attività del gruppo.Il senso del lavoro di squadra, è sem­pre caro al presidente Montezemo­lo: «Quando nel ’92 arrivai a Mara­nello era diversa la fabbrica, c’era crisi e cassa integrazione, oggi ab­biamo segnato un record di vetture vendute nel mondo, nonostante la crisi generale, uno stabilimento mo­derno e all’avanguardia. E’ cambia­ta la Ferrari, è cambiata l’Italia».Curiosi anche i pilori: «All’inizio a­vremo la sensazione di minore ade­renza - ha detto Alonso parlando della nuova vettura - ma lavorando troveremo il modo di andare più forte. L’anno scorso la macchina era molto bassa e non vedevo bene la strada, quest’anno il telaio è più al­to e spostato, ma la prima impres­sione è la stessa, per cui l’unico mo­do per capire come sfruttare al me­glio la F150 sarà quello di provarla in pista». I primi test ufficiali ci saranno dal 1 febbraio a Valencia, insieme alle vet­ture della concorrenza che verranno presentate proprio in Spagna: «Ci so­no regole nuove e bisognerà fare chiarezza - spiega Montezemolo ­ma avere regole chiare e uguali per tutti è basilare per il corretto svolgi­mento del campionato». E questo per evitare zone d’ombra: pare che la McLaren abbia un progetto al li­mite delle norme: «Mi auguro che siano dentro le norme e non ol- tre…», ha concluso Montezemolo.A questo punto la parola passa alla pista. Nei primi giorni di collaudi sarà possibile capire se il progetto della F150 è nato bene e se la Rossa ha le carte in regola per puntare a quel mondiale che è sfuggito l’anno scorso per un soffio. Ultimo dubbio, Felipe Massa. Dovrà riscattare una stagione difficile, lo sa Montezemo­lo ma lo sa anche il pilota: «Ci sono stati dei problemi - dice il brasiliano - ma quest’anno, con le gomme Pi­relli, è cambiato il modo di guidare. Per cui conto di riscattarmi. L’im­portante sarà partire subito col pie­de giusto per essere competitivi, poi si vedrà». Alonso e Massa tolgono i veli alla nuova Ferrari F150 pronta a disputare il Mondiale di Formula 1 che inizierà il 13 marzo in Bahrein
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