domenica 12 febbraio 2023
Amadeus ha letto il messaggio del presidente ucraino che rivendica il valore della cultura. Nella città dei fiori manifestazioni dei pacifisti
Il presidente ucraino Zelensky

Il presidente ucraino Zelensky

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Dopo lo scontro politico della vigilia, arriva sul palco di Sanremo, alle 2 e un quarto di notte della serata finale, la lettera di Volodymyr Zelensky. Come previsto, è Amadeus a dar voce al messaggio del leader ucraino: un testo scritto, come da proposta di Kiev accolta dalla Rai. L'intervento è stato letto da Amadeus al termine della gara dei Big prima dello spareggio a cinque tra gli artisti entrati nella top 5, mentre il gruppo musicale ucraino Antytjla è salito sul palco dopo le nuove esibizioni dei cinque finalisti e in attesa dei conteggio dei voti per la vittoria.

Ecco il testo del messaggio del Presidente ucraino: “Cari partecipanti, organizzatori e ospiti del festival! Per più di sette decenni, il festival di Sanremo si sente in tutto il mondo. Si sente la sua voce, la sua bellezza, la sua magia, la sua vittoria. Ogni anno sulle rive del Mar Ligure vince la canzone. Vincono la cultura e l'arte. La Musica vince! E questa è una delle migliori creazioni della civiltà umana. Sfortunatamente, per tutto il tempo della sua esistenza, l'umanità crea non solo cose belle. E purtroppo oggi nel mio paese si sentono spari ed esplosioni. Ma l'Ucraina sicuramente vincerà questa guerra. Vincerà insieme al mondo libero. Vincerà grazie alla voce della libertà, della democrazia e, certamente, della cultura. Ringrazio il popolo italiano e i suoi leader che insieme all’Ucraina avvicinate questa vittoria. Auguro successo a tutti i finalisti e dal profondo del mio cuore voglio invitare i vincitori di quest'anno a Kyiv, in Ucraina, nel Giorno della Vittoria. Nel Giorno della nostra Vittoria! Questa Vittoria oggi viene creata e ottenuta in condizioni estremamente difficili. Grazie ai nostri difensori! Grazie a loro coraggio, indomabilità, invincibilità. Centinaia di canzoni sono già state scritte su questo, e ne ascolterete una oggi. E sono sicuro che un giorno ascolteremo tutti insieme la nostra canzone di vittoria! Cordiali saluti, Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskyy”.

"La cultura non può stare fuori dalla politica in tempo di guerra. E' una piattaforma in cui possono essere sollevati temi sociali, politici, a volte dolorosi. Ne è testimonianza anche il festival di Sanremo, che ha sollevato diverse questioni importanti", sottolinea l'ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyk. "Il palco dell'Ariston è l'occasione di trasmettere la verità e il messaggio di sostegno di cui abbiamo bisogno perché la pace torni sul territorio europeo. Una incredibile opportunità per lanciare un messaggio di unità intorno alla difesa dei principali valori congiunti. Un'opportunità per ringraziare anche tutto il popolo italiano per il sostegno ricevuto fin dai primi giorni della guerra della Russia contro il mio Paese".
Intanto in una Sanremo blindata sono scesi in piazza i pacifisti. A Pian di Nave c'è stato il Festival del Disarmo, organizzato dal collettivo Pecora Nera contro l'invio di armi all'Ucraina. Tra interventi dal palco, la musica di Povia e bandiere russe al vento, una manifestazione pacifica per ribadire il messaggio che "fornire armamenti a un paese belligerante equivale a essere in guerra". A qualche centinaio di metri di distanza, in piazza Muccioli, esponenti di Prc hanno srotolato una grande bandiera della pace: "La lettera di Zelensky pensiamo che sia una scelta di propaganda di guerra", avverte il segretario Maurizio Acerbo, "avrebbero dovuto invitare gli obiettori di coscienza russi e ucraini". Nel pomeriggio si fanno sentire anche gli ucraini: "Se la Russia finisce di combattere finisce la guerra, se l'Ucraina finisce di combattere, finisce l'Ucraina", ecco perché, dicono i manifestanti, "non ci arrenderemo".

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