venerdì 27 novembre 2020
Diffuso per la prima volta il filmato dell'esplosione della "Bomba Zar", il più potente ordigno mai esploso, che nel 1961 annichilì tutto in un raggio di oltre 50 km
Il fungo atomico generato dalla “Bomba Zar” nel 1961, nelle immagini diffuse ora per la prima volta

Il fungo atomico generato dalla “Bomba Zar” nel 1961, nelle immagini diffuse ora per la prima volta - Agenzia atomica statale russa

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È stata la più grande esplosione atomica mai prodotta dall’uomo. La fecero esplodere i sovietici nel 1961. La bomba veniva chiamata Ivan il Grande o anche Bomba Zar, o con la sigla ufficiale RDS-220. Fino a oggi circolavano solo sbiadite fotografie o brevi spezzoni di video che non chiarivano il contesto di quello spaventoso episodio. Ora, grazie a una declassazione di materiali tenuti segreti fino a oggi dall’Agenzia atomica statale russa, si ha a disposizione un filmato integrale che rende evidente la drammaticità di quell’evento. Il documentario infatti, permette di comprende al meglio non solo come avvenne e cosa causò l’esplosione, ma anche il periodo storico che portò alla sua preparazione. La bomba nucleare venne traportata in quota da un Tupolev Tu-95, in grado di far volare carichi fino a 26 tonnellate. Nonostante le dimensioni dell’aereo comunque, non si poteva alloggiare la bomba al suo interno e dunque venne agganciata all’esterno. Il giorno scelto per l’esperimento fu il 30 ottobre. L’areo avrebbe liberato la bomba a circa 10.000 metri di quota e questa sarebbe esplosa a 4.000 metri dalla superficie terrestre. A quella quota la distruzione sarebbe stata massima.

Video

L’aereo, nonostante avesse avuto molti minuti a disposizione per allontanarsi dal luogo dell’esplosione, sarebbe comunque stato investito da un’ondata di calore. Si decise così di verniciarlo con una speciale tintura in grado di proteggere la struttura dell’aereo stesso dalle temperature elevate. E tutto avvenne come previsto dai piani. L’esplosione sprigionò un’energia di circa 50 megatoni, ossia pari a 50 milioni di tonnellate di tritolo o se si vuole più di 3.100 volte l’energia sviluppata da Little Boy, la bomba atomica fatta esplodere dagli americani su Hiroshima. Inizialmente Nikita Chrušcëv avrebbe voluto far esplodere una bomba da 100 megatoni, ma in seguito alla dichiarazione resa pubblica la presa di posizione del mondo intero fu tale che egli stesso ridimensionò il progetto. La bomba venne fatta esplodere sopra l’isola di Severnyj, a nord della Russa attuale, tra il mare di Barents e quello di Kara. Nel documentario appena reso pubblico si vede, al minuto 21:59, il momento in cui viene rilasciata la bomba nucleare, la quale inizia a cadere a terra frenata da un paracadute. L’equipaggio si prepara all’esplosione mettendo gli occhiali che li avrebbe protetti dall’immensa luce che l’esplosione avrebbe prodotto e al minuto 22:45, quando il Tupolev si trova a circa 45 chilometri di distanza, ecco l’esplosione. Subito dopo si solleva una colonna di polveri con un diametro di 10 chilometri che diventano 20 nella zona superiore del fungo, il quale si innalza fino a circa 30 chilometri d’altezza, anche se è stato calcolato che del materiale raggiunse i 65 chilometri di quota. Si tenga conto che a 80 chilometri si considera l’inizio del vuoto dello spazio.

Il “fungo” divenne visibile anche a 800 chilometri di distanza, mentre il flash dell’esplosione venne intravisto a circa 500 chilometri. Per fortuna i sovietici scelsero due elementi per contenere le drammatiche ricadute: da un lato un giorno con condizioni meteorologiche che non hanno amplificato le ricadute dell’esplosione, dall’altro il tipo di bomba nucleare. Questa infatti era composta da tre stadi: il primo a fissione con uranio 238 (che rilasciò materiale radioattivo, ma in quantità ridotte) che servì per innescare il secondo stadio il quale era a fusione nucleare, ossia produceva energia facendo fondere atomi di idrogeno senza dare origine a materiale radioattivo. Il terzo stadio, anch’esso a fissione, era però avvolto da piombo che contenne il proliferarsi delle radiazioni. Insomma si potrebbe dire che fu una bomba nucleare relativamente “pulita”. I danni comunque, furono ingentissimi e il documentario ne mostra alcuni. Si vede come un’ampia superficie dell’isola sia stata completamente scorticata. Ma si è saputo che tutte le case nel raggio di circa 55 chilometri dell’epicentro vennero completamente distrutte. Ma molte furono anche quelle crollarono anche a 100 chilometri di distanza. Alla costruzione di quella bomba ci fu anche Andrej Sacharov, il quale, successivamente, divenne noto per la sua lotta per i diritti civili al punto da ricevere il premio Nobel per la Pace nel 1975.

(il video lo si trova in Internet a questo indirizzo: https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=nbC7BxXtOlo&feature=emb_logo)

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