lunedì 31 luglio 2017
Successo di Vettel in Ungheria, Raikkonen secondo. Piloti e meccanici uniti per un obiettivo comune: la rivoluzione mentale di Maranello sta dando i suoi frutti
Sebastian Vettel festeggia la vittoria al Gran Premio d'Ungheria

Sebastian Vettel festeggia la vittoria al Gran Premio d'Ungheria

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Doppietta Ferrari anche in Ungheria. Vettel primo Raikkonen secondo e il mondiale si avvicina sempre più. È stata una vittoria di squadra, mai come stavolta. E lo dimostra il metodo vincente di una squadra che in 12 mesi è stata rivoluzionata. Un esempio? Eccolo. Budapest, giovedì sera. I meccanici della Ferrari sono ancora nei box fino a tardi perché stanno montando alcuni particolari dopo che le verifiche tecniche avevano dato indicazioni precise. Qualcuno smoccola, qualcun altro è stanco ma alla fine, verso le 23, si torna in hotel. Venerdì mattina, arriva una cassa bella grande con pezzi dall'Italia. Due settimane prima era accaduto lo stesso a Silverstone. Si prova, qualcuno dice che le modifiche non funzionano. Sabato mattina, altri pezzi dall'Italia, altro lavoro ai box e poi doppietta rossa in prova: primo Vettel secondo Raikkonen. Come dire che chi ha pronosticato difficoltà ha toppato clamorosamente.

Dopo che la Fia ha ripreso la Ferrari per il fondo, limitandone la flessione, a Maranello sono stati capaci in meno di tre settimane di portare un altro paio di fondi, che alla fine, dove conta il carico massimo (come a Budapest) ha dato vigore alla Ferrari. Segno evidente che a Maranello non hanno dormito e che in ufficio qualcuno non solo aveva capito il da farsi, ma aveva anche programmato le contromosse nel caso la Fia avesse avuto da ridire. Significa che è una Ferrari che non aspetta gli eventi, ma li anticipa e li determina, non aspetta un commento della federazione, ma sa già cosa deve fare per rispettare le regole ed essere sempre più veloce.

È questa la vera anima della rossa di questo 2017, un cambio di passo mentale e strategico che fa paura alla Mercedes, perché loro, dopo il divieto della sospensione posteriore, hanno faticato a trovare una soluzione valida, tanto che su piste come Budapest si sente bene la carenza di carico e di efficienza. Su questo fronte la Ferrari è meglio della Mercedes e anche della Red Bull, perché certe cose le faceva solo Newey mentre adesso le fanno, con disinvoltura e senza nemmeno tirarsela, a Maranello. Infine la gara: Vettel accusa problemi allo sterzo, Raikkonen più veloce potrebbe passarlo, ma resta in scia a proteggerlo. E ci riesce. Si lavora tutti insieme per l'obiettivo comune. Così il metodo Ferrari oggi impera in F.1 e in Ungheria ha ottenuto il massimo possibile.

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