venerdì 10 agosto 2018
La stagione che sta per iniziare porta con sé un profondo cambiamento dell’offerta, a partire dalla novità in streaming Ma per gli spettatori i costi lievitano...
Come vedere il calcio in tv

Serviranno un po’ di applicazione e di sforzi (anche economici) in più, al calciofilo italiano, per avere a disposizione tutto il pallone che conta. La riassegnazione dei diritti per il triennio che porterà al 2021 ha prodotto un profondo cambiamento dell’offerta sia dal punto di vista dei broadcaster, che da quello tecnologico, con Mediaset che lascia (per ora) la scena pay, Sky che recita la parte del leone e la grande novità Perform che, tramite la piattaforma Dazn (pronuncia da-zone, all’inglese, come da martellante campagna promozionale), fa sbarcare anche nel calcio la formula della fruizione di contenuti in streaming, e dunque accessibili solo tramite le connessioni wi-fi. Dazn, per il suo debutto sul mercato, ha messo insieme un bouquet il cui fiore all’occhiello sono tre delle dieci partite che compongono una giornata di Serie A, accompagnate dalla Serie B, dalla Liga spagnola, da tutto il calcio francese, le Coppe nazionali inglesi e quelle internazionali sudamericane. Per vederle, direttamente dalla piattaforma base o tramite accordi stretti anche con Sky (tramite l’app Sky Q) e Mediaset Premium, sarà necessario un abbonamento più che abbordabile dal punto di vista monetario (la proposta base vale 9,99 euro al mese) e un po’ meno da quello tecnico, dato che a comandare non sarà più il cavo dell’antenna: esattamente come accade per Netflix, regina del videostreaming, si viaggia su tutti i classici device (smartphone, tablet, pc) e per quanto riguarda la tv, le “vecchie” tv senza apparati di connessione, saranno necessari accessori come Chromecast o passaggi attraverso consolle di videogiochi per potere godere della partita alla solita maniera.

Uno scoglio banale per le giovani generazioni, meno per gli agée, per i pigri o per coloro che, volendo accedere a tutto il mondo della Serie A, dovranno comunque aggiungere il leggero esborso per Dazn a quello consueto di Sky, che tuttavia ingolosisce vecchio e nuovo pubblico con il ritorno sui “padelloni” satellitari della Champions League, accompagnata dall’altra competizione continentale, l’Europa League, mantenuta dal gruppo di Murdoch. Fino alla prova contraria delle eliminazioni, significherà avere molte settimane con due partite della Juventus di Cristiano Ronaldo, delle milanesi e delle romane, del Napoli, insomma del buon 80-85% del tifo italiano. Un target vastissimo che fa da polizza di assicurazione anche in caso di una possibile (anche se lieve) emorragia di abbonati: il costo mensile del pallone Sky (che conta anche su Premier League e Bundesliga) sarà pari a 58,40 euro, che salgono a 68,39 se si vorrà abbinare anche Dazn accedendo, appunto, a tutto il massimo campionato italiano. La logica del “pagare moneta, vedere pallone” dalla quale, dopo tredici anni dalla creazione di Premium e della pay-tv di casa, si è sfilata Mediaset.

A livello puramente strategico e commerciale, una rivoluzione quanto meno pari a quella del wi-fi, confortata per il momento dall’eclatante successo di ascolto e introiti pubblicitari del recente Mondiale russo. Il “chiaro” su rete generalista o non dedicata torna la legge, e in mancanza di eventi in diretta (se non, per il momento, le partite internazionali della Nations Cup che non vedono impegnata l’Italia) ecco la riscoperta del salotto della domenica sera con la rinascita su Canale 5 di Pressing, con Pierluigi Pardo (accompagnato dalle due nuove signore del telecalcio, Giorgia Rossi ed Elena Tambini) a raccogliere l’onerosa eredità di Raimondo Vianello. Pardo che sarà anche ancora alla guida di Tikitaka e sbucherà pure su Dazn in qualità di telecronista, insieme all’altra voce Mediaset Massimo Callegari e a Stefano Borghi. E la Rai, in tutto questo? Zitta zitta, a dispetto del caos politico ha salvato gli highlight della A (e dunque 90’ minuto), ha sempre le casseforti Nazionale e Coppa Italia a cui sovrappone una partita delle italiane di Champions League in chiaro, al mercoledì. Mica poco, a pensarci: almeno un punto fermo, in questa rivoluzione del telecalcio.

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