martedì 14 gennaio 2014
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Quello italiano, fino a poco tempo fa, non era un calcio per “giovani&italiani”, anche se dotati di talento. Poi però metti una sera d’inverno con tanto di nebbia in Val Padana, il piccolo Sassuolo di fronte “all’ex grande” Milan, ed ecco che all’improvviso appare la cometa luminosa di Domenico Berardi, autore di un poker a sorpresa, ma neppure più di tanto. Non siamo più ai tempi del «Who is Berardi?», interrogativo apparso sui tabloid di sua Maestà quando Roberto Mancini, allora manager del Manchester City, profetizzò: «C’è un ragazzino fortissimo che gioca nel Sassuolo... Andrebbe preso subito!». Quel ragazzino di Calabria (nato a Cariati e cresciuto a Bocchigliero, provincia di Cosenza) al Sassuolo c’era arrivato, per caso, l’estate dei suoi 16 anni. La “leggenda” narra di una normalissima partita di Calcio a 5 disputata tra amici a Modena - città dove aveva raggiunto il fratello Francesco che lì studia - in cui il suo mancino naturale fece vedere cose che nessun emiliano presente a bordo campo avrebbe mai potuto immaginare. Tra questi anche uno sbalordito Luciano Carlino che opera per il settore giovanile della società di “mister Confindustria”, il patron del Sassuolo Giorgio Squinzi. Una telefonata in sede e via dal Cosenza per trasferirsi alla Primavera del Sassuolo di Paolo Mandelli. Poi ad agosto del 2012, appena diventato maggiorenne, debutto in B. A 18 anni e un mese il primo gol ai cugini calabresi del Crotone (per giunta quello decisivo dell’1-0) e a 19 anni 5 mesi e 11 giorni la pokerata che ha fatto saltare la panchina di Max Allegri.Nessuno aveva mai fatto così male al Milan, e certe imprese riescono solo ai grandi del calcio, vedi Giuseppe Meazza che la sua prima “quaterna” la realizzò “soltanto” a 19 anni e 8 mesi. Del genio precoce del Mimmo di Sassuolo se ne è accorta prima di tutti la Juventus che è pronta ad inserirlo nella rosa bianconera per la stagione 2014-2015. Qualcuno però da Vinovo sussurra, «ma anche prima» (Di Francesco trema?), magari alla chiusura del mercato di gennaio, perché i numeri di Berardi cominciano ad essere molto significativi. Al suo esordio in Serie A è già a quota 11 gol (in 15 partite), gli stessi di Tevez e quattro più di Llorente. Il ragazzo di Calabria non sì sa ancora bene cosa farà da grande: punta o fantasista? Destino affine a Roby Baggio e Alex Del Piero, suoi numi tutelari anche vista l’incertezza amletica riguardo all’essere un “9” o un “10”. Forse nessuno dei due. Nel frattempo il “25” neroverde si diverte a stupire, a segnare a raffica (prima del poker al Milan c’era stata la tripletta alla Samp) in ogni maniera e da ogni posizione, compreso dal dischetto e su calcio piazzato, che è una sua specialità.E qui riaffiorano gli amarcord con il “Codino di Caldogno” e con l’eterno “Pinturicchio”. Due azzurri, sia pure con qualche tenebra, storici e mondiali (Baggio vicecampione a Usa ’94 e Del Piero campione del mondo a Berlino 2006). Un colore, l’azzurro, che Berardi ha indossato per tre volte, tante sono state le sue presenze nell’Under 19. Alla quarta convocazione del marzo scorso (qualificazione agli Europei) però non ha risposto e così è scattata una squalifica di 9 mesi da parte della Federazione. Ma non si è trattata di una “balotellata”, il ragazzo è sanissimo. Lo dimostra il fatto che la storica impresa personale con il Milan, a botta calda l’ha subito dedicata al suo sfortunato compagno di squadra, Francesco Acerbi, che è fuori per via di una recidiva tumorale. Berardi dunque è maturo e dopo quella dell’Under 21 (da ieri aggregato a Coverciano) potrebbe scattare la chiamata di Cesare Prandelli, anche perché mai come in questo momento esiste un’emergenza attaccanti.Il principe dei bomber, il viola Pepito Rossi (capocannoniere con 14 gol) ha già chiuso la stagione e probabilmente archiviate anche le ultime speranze di volare ai Mondiali in Brasile. Rossi-Balotelli era il tandem di prima scelta per la Nazionale, tutto il resto adesso diventa ripiego e ripescaggio.È il caso del genoano Alberto Gilardino che a luglio compie 32 anni e poi degli improbabili “over 35” Luca Toni e Francesco Totti. Mattia Destro alla Roma finora ha giocato con il contagocce, 4 presenze, ma ha comunque realizzato 3 gol, resta però da vedere in che condizioni sarà a fine campionato. Perciò, al momento Berardi non solo è l’attaccante più in forma della Serie A, ma anche l’unica speranza sulla quale, Sassuolo e Juventus insegnano, scommettere, quasi ad occhi chiusi.
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