domenica 26 luglio 2020
Il giorno in cui la Chiesa ricorda i nonni di Gesù, i genitori di Maria, è anche l’occasione per ricordare che ogni essere umano “è” una storia, è il frutto di un cammino, l’emergere di un senso condiviso, partecipato da chi l’ha preceduto e offerto a chi verrà. I santi Gioacchino e Anna, la cui storia è narrata nei Vangeli apocrifi, rappresentano l’intimità custodita nella vicenda del Dio che si fa uomo: Gesù ha una famiglia, segnata dalle stesse difficoltà delle altre famiglie, ma capace di aprirsi all’eterno. Allo stesso tempo i due nonni santi sono il volto della maestosità del Vangelo: nel Risorto si riconciliano le generazioni e si realizza il Regno dell’amore che riguarda l’universo intero. La devozione per Gioacchino e Anna – celebrati nello stesso giorno dal 1584 – si è diffusa prima in Oriente; in Occidente ègiunta alla fine del primo millennio. Altri santi. Sant’Austindo, vescovo (XI sec.); San Giorgio Preca, sacerdote (1880–1962). Letture. 1Re 3,5.7–12; Sal 118; Rm 8,28–30; Mt 13,44–52. Ambrosiano. 1Sam 3,1–20; Sal 62 (63); Ef 3,1–12; Mt 4,18–22.
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