La Chiesa francese: «Preghiera e digiuno» per fermare la legge sull’eutanasia

Una mobilitazione dei cattolici all’inizio della Quaresima mentre riprende dall’Assemblea nazionale di Parigi l’iter del contestato provvedimento sul “diritto di morire” bocciato dal Senato ma ripresentato tale e quale dalla maggioranza macroniana
February 14, 2026
La Chiesa francese: «Preghiera e digiuno» per fermare la legge sull’eutanasia
La presidenza dell'Assemblea nazionale a Parigi
«Noi, vescovi di Francia, invitiamo i cattolici che lo desiderano a una giornata di preghiera e digiuno il 20 febbraio, primo venerdì di Quaresima, per chiedere al Signore di illuminare le coscienze sulla gravità delle sfide poste da questa proposta di legge». è la proposta lanciata dalla Conferenza episcopale francese alla vigilia della ripresa del confronto parlamentare sulla legge che, se approvata, introdurrebbe in Francia il diritto all’eutanasia e al suicidio assistito. Clamorosamente bocciata dal Senato dopo il via libera dell’Assemblea nazionale, la legge viene ora riproposta tale e quale alla “camera bassa” di Parigi, con la prospettiva di un braccio di ferro tra i due rami del Parlamento e l’ipotesi di un referendum accarezzata dal presidente Macron.
In questo scenario assai teso, legato anche all’estrema debolezza della maggioranza che sostiene il governo, i vescovi tornano a intervenire dopo una prima, assai esplicita presa di posizione prima del voto del Senato e un secondo intervento all’indomani dell’affondamento della legge con l’invito alla politica ad ascoltare la società. Che chiede cure, non morte. Ora l’invito alla preghiera e al digiuno.
«La proposta di legge sull'“aiuto attivo alla morte”, dopo essere stata respinta dal Senato, torna all'Assemblea nazionale lunedì 16 febbraio – si legge sul sito della Chiesa cattolica francese –. La votazione solenne avrà luogo martedì 24 febbraio. Il testo che sarà sottoposto al dibattito porta chiaramente il nostro Paese sulla via dell'eutanasia e del suicidio assistito, con misure gravi come l'assenza di una clausola di stabilimento o il reato di ostacolo. Anche la legge sulle cure palliative, che aveva beneficiato di un ampio consenso, è oggi indebolita, con la soppressione della misura volta a creare case di cura palliative».
I vescovi notano che su un argomento così decisivo come le scelte di fine vita una qualunque legge dovrebbe essere approvata con un voto trasversale e amplissimo: e invece, «lungi dall'unanimità auspicata da alcuni, questo argomento suscita immense preoccupazioni e viva opposizione da parte di numerosi operatori sanitari, pazienti, anziani o persone con disabilità».
I vescovi francesi ricordano «con forza la dignità inalienabile di ogni vita umana e invitando ad accompagnare la vita fino alla fine attraverso lo sviluppo massiccio delle cure palliative su tutto il territorio: “Non si ha cura della vita dando la morte”», titolo della loro nota alla vigilia del dibattito al Senato. A cuore la Chiesa francese, «in comunione con papa Leone XIV» e citandone le parole, ha il dovere di «difendere la dignità intrinseca di ogni persona umana, anche se il nostro mondo fatica a trovare un valore alla vita umana, persino nella sua ultima ora». Per questo invitano a «una giornata di preghiera e digiuno» nel primo venerdì di Quaresima, «per chiedere al Signore di illuminare le coscienze sulla gravità delle sfide poste da questa proposta di legge».
Assicurando «le loro preghiere all'inizio del nostro cammino verso la Pasqua», i vescovi francesi infine «chiedono che questo messaggio sia condiviso nelle diocesi e letto nelle parrocchie durante le Messe domenicali» del 15 febbraio, oppure «in occasione della Messa del Mercoledì delle Ceneri».
Intanto Alliance Vita, movimento laicale impegnato per fermare la deriva eutanasica in Francia, convoca una mobilitazione insieme ad altre sigle dell'associazionismo il 16 febbraio dalle 18.30 sull'Esplanade des Invalides a Parigi.
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