La legge francese sull’eutanasia riparte dopo lo stop? I vescovi: ora la politica ascolti

Grande apprezzamento per il varo della legge sulle cure palliative, un altolà a chi pensa di rilanciare il diritto all’«aiuto attivo a morire» appena respinto dal Senato. La Chiesa cattolica francese ribasicce che «non si cura la vita dando la morte»
January 29, 2026
La legge francese sull’eutanasia riparte dopo lo stop? I vescovi: ora la politica ascolti
La Chiesa cattolica francese «accoglie con favore il voto del Senato sulla proposta di legge per “l’accesso equo di tutti all’accompagnamento e alle cure palliative”» votato il 28 gennaio a larga maggioranza. Lo afferma la Conferenza episcopale d’oltralpe in una nota nella quale afferma che «alleviare il dolore fino alla fine della vita costituisce un imperativo morale fondamentale» ringraziando dunque «i parlamentari che, con il loro voto, sostengono lo sviluppo effettivo delle cure palliative su tutto il territorio».
Il Senato, nella stessa seduta, ha anche bocciato la controversa legge sull’«aiuto attivo alla morte» con una decisione del tutto inaspettata. La Conferenza episcopale francesi ne «prende atto» sottolineando che si trattava di un «testo profondamente modificato nel corso dei dibattiti parlamentari, che hanno messo in luce profonde divergenze». «Questa bocciatura – è il giudizio della Chiesa francese – appare come il segno di un grave stallo politico e sociale e sottolinea la gravità delle questioni etiche che si pongono. Il voto del Senato, mettendo in luce la mancanza di consenso, non fa che sottolineare le aspettative, i timori e persino le opposizioni espresse nella società. Dare la morte non sarà mai una risposta umana, fraterna e dignitosa alla sofferenza», un giudizio nel quale si avverte l’eco della recente, chiarissima presa di posizione alla vigilia del voto del Senato.
La legge – che i vescovi definiscono «sull’eutanasia» – ripartirà in febbraio dall’Assemblea nazionale che l’aveva approvata nella primavera scorsa. Non è difficile immaginare che i fautori della legge cercheranno di riproporla ignorando il voto del Senato: un errore che l’episcopato francese spera non sia compiuto invitando
«tutti i deputati ad ascoltare la vastissima preoccupazione degli operatori sanitari, dei pazienti e delle loro famiglie» ai quali chiede di «mobilitarsi ampiamente per far sentire la voce di coloro che rifiutano la possibilità di somministrare una sostanza letale per dare la morte ma si impegnano invece ad accompagnare la vita fino alla fine». Indispensabile dunque ricordare che «ogni vita umana ha una dignità inalienabile e che non si cura la vita dando la morte».
Infine i vescovi francesi «chiedono che i prossimi dibattiti si svolgano senza fretta né accelerazioni dettate dai calendari elettorali, ma con rigore e serenità, al servizio della dignità dei più fragili e tenendo conto delle conseguenze antropologiche e sociali di un eventuale «aiuto attivo alla morte». La Francia è attesa a un appuntamento elettorale con il voto per i Comuni il 15 e 22 marzo, delicatissimo per le sorti del governo appeso a un filo. E la legge sull’eutanasia potrebbe diventare il campo di battaglia per ottenere il consenso degli elettori.

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