Inaugurato a Roma l'anno accademico alla Cattolica. «Alleanza tra generazioni cruciale»

Beccalli: un ateneo deve essere laboratorio privilegiato di relazioni tra giovani e anziani. Per il policlinico un piano industriale che porterà al pareggio di bilancio nel 2028/29
January 29, 2026
Un momento del discorso del rettore Beccalli. Foto Università Cattolica
Un momento del discorso del rettore Beccalli. Foto Università Cattolica
Oggi più che mai c’è bisogno di un’alleanza tra le generazioni. Per il futuro del campus romano dell’Università Cattolica del Sacro Cuore è infatti «cruciale» abbracciare una prospettiva che custodisca «l’eredità ricevuta dal passato e contemporaneamente rinnovi competenze e approcci per essere al passo con i tempi». Un discorso che vale nella ricerca, nella clinica, nelle aule. La rettrice dell’ateneo Elena Beccalli, in apertura dell’anno accademico ieri a Roma, non nasconde che solo «beneficiando della saggezza dei più anziani si possono trovare risposte a un interrogativo dirimente», quello sulla domanda di senso dell’esistenza. Secondo il rettore per «restituire all’umano tutte le età della vita occorre costruire comunità capaci di sostenere l’autonomia e al tempo stesso le relazioni tra le generazioni». Ecco emergere, pertanto, prosegue Beccalli, «la missione di un ateneo, «laboratorio privilegiato in cui l’alleanza tra generazioni prende forma concreta», che rifiuta le logiche polarizzanti e riconosce nell’integrazione dei saperi un tratto distintivo in grado di unire armonicamente non solo le discipline, ma anche le generazioni». Nel raccontare i numeri dell’ateneo (tra cui anche il record dei 4mila parti all’anno del Gemelli) , Beccalli ricorda che in questi mesi si sta lavorando all’elaborazione di piani strategici sia dell’università che del Gemelli. Sul primo fronte si punta ad un'ulteriore valorizzazione della ricerca e dei ricercatori, all'integrazione dei saperi, al rinnovamento dei contenuti e delle metodologie. Per il policlinico invece si lavora a un piano industriale quadriennale che ha tra gli obiettivi «riportare il Policlinico Gemelli al pareggio economico nel biennio 2028/2029, assicurando universalità nell'accesso alle cure, elevati standard di qualità, condizioni di lavoro ottimali per il personale e di apprendimento per gli studenti».
Formazione di qualità, ricerca d'eccellenza, assistenza centrata sulla persona. Sono poi questi i pilastri su cui costruire una sanità più moderna, secondo il ministro della Salute Orazio Schillaci per cui un Ssn all’avanguardia passa anche dal dialogo con le nuove generazioni. Ricordando, inoltre, che è «intollerabile» che in Italia «l'accesso alle cure o l'aspettativa di vita dipenda dal cap di residenza o dal reddito».
Guardando invece al futuro, il preside della facoltà di Medicina e chirurgia Alessandro Sgambato utilizza due parole chiave: «alleanza e coerenza». Da qui la valorizzazione dei giovani e la stabilizzazione dei ricercatori più meritevoli. «Vogliamo essere - dice - esempio concreto e coerente della cura come missione, del mettere il sapere al servizio dell’uomo, del dialogo costante fra scienza ed etica. «Ogni volta che ci accostiamo ad un corpo per studiarlo e per curarlo dobbiamo essere consapevoli - le parole pronunciate infatti nel corso della celebrazione eucaristica dall’assistente ecclesiastico generale dell’ateneo monsignor Claudio Giuliodori - che stiamo percorrendo la via maestra che ci avvicina al mistero dell’amore di Dio». Nella sua prolusione Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri sottolinea l’importanza del Ssn che «ci aiuta a prolungare la durata di vita, ma dobbiamo chiederci come aumentare la durata di una vita sana». Perciò, gli fa eco Francesco Landi, ordinario di Medicina interna all’università e direttore del Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento del Policlinico «investire in educazione, sport, formazione, ambiente e agli stili di vita sani deve essere una opzione strutturale e di visione di futuro».

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