Meccanica, legatoria, cucina...: quando il lavoro cambia segno alla disabilità

L’esperienza della cooperativa “Arte Libro” di Udine tra le voci più interessanti al forum nazionale del Servizio Cei per la Pastorale delle persone con disabilità a Bergamo. La formazione all’impiego? Genera gioia
March 19, 2026
Meccanica, legatoria, cucina...: quando il lavoro cambia segno alla disabilità
Un'attività di Arte Libro di Udine
La vita, per tutti, non è fatta solo di bisogni primari ma della soddisfazione che un lavoro portato a termine conduce o della gioia trasmessa dai colori di un dipinto. Per le persone con disabilità non c’è differenza. Da questa consapevolezza è nata a Udine nel 1984 la cooperativa “Arte Libro”. La sua storia verrà illustrata durante il Convegno Cei da oggi a Bergamo.
«Nasciamo da una matrice religiosa all’interno di una comunità residenziale, il cui presidente, una persona in carrozzina, aveva una visione straordinaria: riconoscere nella persona una vita piena, non limitata ai soli bisogni assistenziali» ricorda Katia Mignogna, presidente della cooperativa. Il nome stesso – Arte Libro – richiama le attività storiche come la legatoria artigianale. «La cooperativa – spiega – è oggi un vero “quartier generale” dell’inclusione lavorativa, articolato in diversi laboratori, volutamente e interamente sviluppati all’interno dei propri spazi, dove operiamo affinché sia la mansione ad adattarsi alla persona e non il contrario». Da qui nascono le collaborazioni con grandi imprese, anche multinazionali, sorte da storie imprenditoriali friulane che continuano a custodire guida e visione, spaziando dalla digitalizzazione alla meccanica di precisione, dalla produzione di valvole per grandi impianti oleodinamici alle lavorazioni per le infrastrutture di rete e telecomunicazione, fino ai servizi di lavanderia, confezionamento di prodotti medicali e legatoria.
In questo ecosistema, che coinvolge circa un centinaio di persone e nel quale oltre il 70% dei lavoratori vive una condizione di disabilità, l’efficienza dell’impresa sociale si intreccia con lo spirito della cooperativa, dando forma a esperienze, come il pranzo comunitario del venerdì e a “Divergente Gourmet, Mordi il Pregiudizio”, il laboratorio di cucina che diventa strumento di formazione per i giovani in uscita dalle scuole ed esperienza di relazione che li accompagna nel mondo del lavoro.
La visione di autonomia di Arte e Libro va oltre le mura e abbraccia anche il tempo libero e l’abitare. Con il progetto Fuorionda Vacanza Accessibile da 17 anni la cooperativa accompagna oltre sessanta ragazzi con diverse fragilità in vacanze accessibili e sicure, offrendo sollievo alle famiglie e occasioni di libertà e leggerezza ai partecipanti. Accanto a questo percorso sta prendendo forma anche “A pochi passi”, il progetto che abbraccia nuove possibilità di abitare. «Crediamo fermamente – conclude – che la vera sfida per l’inclusione in Italia sia trovare un linguaggio comune tra mondo profit e non profit, realtà solo in apparenza distanti. Quando questo accade si smette di guardare ai numeri dell’inserimento lavorativo e si cominciano a incontrare le storie, i talenti e il valore delle persone. È allora che nascono legami profondi, capaci di trasformare il lavoro in un vero progetto di vita».

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