La Barcolana è anche solidale: così la disabilità prende il largo
Tra le centinaia di barche nella grande regata popolare di Trieste c’è chi alza le vele per far conoscere la forza e l’impegno di ragazzi che superano i loro limiti e trovano lavoro grazie all’associazione Calicanto. E all’equipaggio "familiare" di Goofy

Più di 1.700 le imbarcazioni provenienti da tutto il mondo per partecipare alla Barcolana, l’11 ottobre. E a veleggiare, nel porto di Trieste – all’ombra dell’Amerigo Vespucci – ci sarà anche la solidarietà. Goofy, per esempio, navigherà per supportare il progetto Work: lo ha realizzato Calicanto per integrare con piena dignità nel mondo del lavoro persone con disabilità nel mondo del lavoro.
Chi è Goofy? Una barca. Non una barca qualsiasi, per la verità, ma un plurivittorioso Ufo 28 noto nel mondo della vela, a Trieste, ma non solo. E Pietro Perelli è il suo nocchiero; un ingegnere di professione, padre di famiglia, vincitore come velista di medaglie iridate, titoli europei e italiani, gli ultimi sette vinti proprio con Goofy. Alla vigilia della grande regata popolare è stato assai difficile intercettarlo, perché alle prese con la famiglia e la barca. Pietro, la moglie Alessandra, i figli Maria ed Emanuele, le compagne di università Giulia Marzola, Ginevra e Agnese Filipponi e il loro papà Gianni; tutti in onda, per ben meritare.
Non solo. Per promuovere Calicanto, l’associazione triestina che da anni si adopera per integrare persone con e senza disabilità attraverso lo sport, la musica, molteplici momenti di educazione, di maturazione, lavoro e impegno umano. «Le nostre – tengono a far sapere – sono esperienze di lavoro reali, che valorizzano le capacità, gli interessi e le potenzialità di ciascuna persona che accompagniamo. Solo così riteniamo di favorire lo sviluppo dell’autonomia, delle competenze personali e professionali, delle capacità relazionali con i colleghi e con l’ambiente di lavoro».
Non manca, a margine della regata, una raccolta fondi. «L’idea – dicono i ragazzi di Goofy – è di cogliere l’opportunità della grande risonanza di un evento così conosciuto e apprezzato per far sapere quanto di bene fa Calicanto. Regatando a loro nome, vogliamo far conoscere i loro progetti a un pubblico sempre più ampio». Erano ancora bambini quando Pietro regatava con quelli di Calicanto. Una storia di relazioni che continua da 10 anni: «È stata una grazia conoscere la professoressa Giannello e Sandro Ulcigrai, persone piene di visione, veri e propri vulcani di idee. Meravigliosi i volontari, le famiglie e soprattutto, uno a uno, tutti i ragazzi di Calicanto – raccontano Alessandra e Pietro –. Respirare l’entusiasmo di Davide, che lavora da Tommaso Fornasari, nel suo negozio chiamato “Mai Fidarsi del Barbiere”, o quello di Alessio assunto a tempo indeterminato dalla Ocean sotto la guida di Michela Cattaruzza, sentire le loro testimonianze e quelle dei loro datori di lavoro e colleghi riempie il cuore di gioia, fa fare esperienza di un mondo gioioso e libero che apre davvero le porte alle relazioni tra le persone valorizzando al meglio e in qualunque campo i talenti e le specificità di ciascuno di noi, nessuno escluso».
Iscriviti alla newsletter settimanale gratuita di “è vita”: clicca qui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di AvvenireTemi






