Integratori alimentari, si studiano nuove norme
Tavolo di confronto tra esperti al ministero della Salute per monitorare il mercato e garantire sicurezza a un settore che vale almeno 4 miliardi

Una maggiore attenzione per la qualità e per l’informazione ai cittadini in un settore in costante crescita, e con importanti ricadute sulla salute. È lo scopo del tavolo di lavoro sugli integratori alimentari istituito presso il ministero della Salute, di cui ha dato notizia il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato.
Secondo un’analisi presentata la scorsa estate dall’associazione di categoria Integratori & Salute, il comparto in Italia vale oltre 4 miliardi di euro, 5 secondo altre stime. Secondo la Direttiva europea in materia, vi rientrano «prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive» «o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico». Farmacie e parafarmacie offrono vitamine, minerali, probiotici, prebiotici a sostanze vegetali con effetti specifici e prodotti da assumere durante diete per perdere peso.
Il tavolo è «un luogo di confronto tra istituzioni, comunità scientifica, operatori e consumatori – ha spiegato Gemmato –, per monitorare il mercato, rafforzare sicurezza e trasparenza e garantire un’applicazione uniforme delle regole».
Del nuovo tavolo di lavoro – istituito con decreto ministeriale – faranno parte esponenti del ministero della Salute, delle Regioni, dell’Istituto superiore di sanità, affiancati da esperti del settore, rappresentanti di categorie e delle associazioni dei consumatori. Se la farmacia è il principale luogo di acquisto, negli anni si sono moltiplicati i canali, dal web alla grande distribuzione. La situazione in evoluzione, specifica il decreto, richiede nuovi sforzi per «assicurare un elevato livello di tutela della salute dei consumatori».
L’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di monitorare l’evoluzione del mercato e del consumo degli integratori alimentari in Italia, fornire indirizzi tecnici e scientifici in materia di produzione, etichettatura e sicurezza d’uso di questi prodotti oltre che proporre interventi normativi nel settore. Si tratta di «un passo importante per qualità, informazione corretta e tutela dei cittadini», ha concluso Gemmato.
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