«Da grande voglio fare il prete»: dal Papa il sogno di Mariano, il bambino malato senza una diagnosi
di Saveria Gigliotti
Lungamente desiderato e preparato l’incontro con il Papa del 12enne calabrese affetto da una patologia senza nome che gli fa prendere peso senza limiti. La mamma Tamara: abbiamo sperimentato cos’è la bellezza

Nato senza corpo calloso che coordina i due lobi del cervello e con ipotalamo e ipofisi non completamente formati, Mariano, dodici anni di Maida, in provincia di Catanzaro, affetto da una malattia sconosciuta che lo costringe a un aumento esponenziale del peso (ha raggiunto i 200 chili), aveva un grande sogno: incontrare il Papa e pregare con lui. E così è stato.

A raccontare le emozioni di questa esperienza è la madre, Tamara De Fazio, che ringrazia quanti si sono mobilitati per far sì che questo viaggio potesse concretizzarsi: «Ora sappiamo la bellezza dove si nasconde prima di lasciarsi trovare facendoci perdere le parole – dichiara –. Si è vestita di solidarietà, ha alzato la voce fino a urlare ancora più forte di quanto non fossi riuscita a fare io; ha invocato la dignità e una vita nuova per un ragazzo che ha dodici anni ma anche tanti sogni da realizzare. Ho visto la bellezza nella mano tesa di chi ha scelto di lavorare fino a notte tarda per confezionare abiti belli per il nostro viaggio, ma anche nelle lacrime di chi si è commosso quando ha compreso che il mezzo di trasporto messo a disposizione dalla sua Associazione era all'altezza delle esigenze di Mariano. E quanta bellezza c'era nell'affetto fraterno di chi si è premurato alla guida nonché al momento di salire e scendere Mariano con la sua sedia. Quanta bellezza nella disponibilità immediata di chi ha messo a disposizione la propria bravura nel realizzare una nuova sedia per il peso di Mariano o nel confezionare il cesto contenitore di un po' di Calabria. Quanta bellezza nel gesto di chi ha donato il suo giorno libero dal lavoro perché Mariano avesse i suoi capelli in ordine per il grande giorno».

«Santità, le porto i sapori della mia terra: la Calabria – ha detto Tamara al Papa –. Benedica le mie mani perché le sento stanche e provate dalla battaglia. Abbiamo attraversato l'Italia per dodici anni alla ricerca di un nome e di una cura mentre Mariano ci agganciava forte alla fede». E per Mariano, accompagnato, tra gli altri, dal suo parroco, don Carlo Ragozzino, l’incontro con il Papa è stata un’esperienza forte, commovente, inaspettata. «“Da grande” – aveva detto durante il Giubileo diocesano con le persone con disabilità quando, su input del vescovo di Lamezia Terme monsignor Serafino Parisi, aveva avuto uno spazio nella manifestazione finale esibendosi sul palco insieme alla sua pianola e alle sue poesie e canzoni – “voglio fare il prete”». Parole semplici accompagnate dal sorriso disarmante e dalla gioia che questo ragazzo, nonostante le difficoltà, riesce a trasmettere con la sua musica e il suo canto. Mariano infatti, che fino a qualche tempo fa aiutava ad animare la Messa, ama suonare la pianola e comporre poesie e canzoni, non dimenticando il fulcro della sua vita: Dio che «è come un amico che mi aiuta ogni giorno e ho imparato che avere fede è avere cura di questo amico».

In questi mesi sono stati tanti gli attestati di vicinanza a questa famiglia che, con dignità, sta affrontando una dura prova: come l’inaspettata visita dello stesso vescovo Parisi, con cui Mariano ha suonato la pianola e ha poi preparato il turibolo.
A farsi carico della situazione di Mariano, in ultimo, la Fondazione Bambino Gesù del Cairo-ente filantropico ets, che «ha scelto di stringerlo a sé, adottando ufficialmente il suo cammino di guarigione, protezione e rinascita».
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