Digiuno, preghiera. E dibattito senza sosta. Così la Francia decide sull’«aiuto a morire»

Nel primo venerdì di Quaresima cattolici francesi hanno “detto la loro” aderendo alla proposta spirituale di una giornata dedicata a chiedere che venga fermata o corretta la legge sull’«aiuto a morire». E che arrivi in porto quella – sospirata – sulle cure palliative
February 21, 2026
Digiuno, preghiera. E dibattito senza sosta. Così la Francia decide sull’«aiuto a morire»
La vetta della Torre Eiffel sotto il cielo invernale di Parigi/ REUTERS
Se davvero la Francia promuove le cure palliative, perché non farlo fino in fondo? Concretamente, perché non approvare per via parlamentare un diritto per tutti al ricorso a tali cure, come nuovo strumento, dagli effetti vincolanti per lo Stato, a disposizione di chi vuole onorare fino all’ultimo il proprio diritto di vivere?
Oltralpe, nello scontro parlamentare in corso per tentare di opporsi all’introduzione del cosiddetto «aiuto a morire» promosso anche dall’Eliseo, si tratta di due domande chiave ormai al centro del dibattito. Ma un emendamento in questo senso della deputata Annie Vidal è stato respinto. Tanto basta per avvalorare, dunque, le accuse verso un governo pronto a proseguire, sulle cure palliative, lungo la stessa strada vista fin qui: sulla carta, grandi promesse solenni; sul campo, fondi insufficienti e una geografia ancora a macchia di leopardo per l’accesso a tali cure, con una netta penalizzazione per le aree rurali.
Anche per questo, per evitare un’introduzione di fatto del “diritto di morire” – eutanasia e/o suicidio assistito – dagli effetti potenzialmente devastanti (come già visto in altri Paesi), non s’arresta la mobilitazione del fronte critico o frontalmente opposto, che include in particolare le associazioni in difesa dei più vulnerabili, buona parte del mondo ospedaliero e i rappresentanti religiosi.
La Conferenza episcopale francese, in particolare, aveva lanciato un appello ai fedeli, «in comunione» con papa Leone XIV, per «una giornata di preghiera e digiuno il 20 febbraio, primo venerdì di Quaresima, per chiedere al Signore d’illuminare le coscienze sulla gravità delle poste in gioco di questa proposta di legge».
In Parlamento, dove la bozza è tornata in seconda lettura all’Assemblea Nazionale dopo la clamorosa bocciatura in Senato, l’incertezza resta grande, anche perché su un simile tema etico le indicazioni di partito hanno un valore molto più relativo. Rispetto al voto in prima lettura, quando i deputati avevano sdoganato l’«aiuto a morire», la cerchia virtuale dei franchi tiratori potrebbe allargarsi. Tanto più dopo la scelta dei senatori di respingere la bozza in prima lettura, pur evitando alla fine di avallare una pista antagonista alternativa.
In termini di calendario parlamentare, si è appena appreso che il disegno di legge tornerà a fine marzo alla Camera alta in seconda lettura. Ma il sistema francese accorda un primato ai deputati. Dunque, i giochi tattici e i messaggi scambiati fra le Camere tengono sempre conto di questa asimmetria. In proposito, dopo una settimana di aspri dibattiti in prima lettura, il Senato ha appena inviato un segnale di non opposizione frontale rispetto all’Assemblea Nazionale: i senatori promettono che un dibattito approfondito avrà luogo in ogni caso, senza ricorrere a mozioni per eventuali rigetti già in fase preliminare.

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