«Chiamo Carlo nella preghiera per sorridere come lui»

di Don Gianni Di Loreto
La meditazione del parroco di San Giuseppe Artigiano a Roma per ricordare il servo di Dio Carlo Casini e invocarlo come intercessore per chiedere «più forza, più coraggio, senza fanatismo»
February 24, 2026
«Chiamo Carlo nella preghiera per sorridere come lui»
Carlo Casini con alcuni dei tantissimi giovani che ha introdotto alla conoscenza diretta delle istituzioni europee
Pubblichiamo il testo con il quale don Gianni Di Loreto, parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano a Roma, ha introdotto la sera del 23 febbraio l’appuntamento del “Rosario del 23” che ogni mese ricorda online il giorno della morte del servo di Dio Carlo Casini (23 marzo 2020). Per mettersi in contatto con la rete di preghiera del "Rosario del 23": amicidicarlocasini@gmail.com
Abbiamo da poco celebrato la Giornata per la Vita, e anche quest'anno la gente ha risposto con interesse e grande generosità. La cosa che mi dà più soddisfazione però è vedere la coesione e l’entusiasmo “sereno” delle volontarie che poi formano un tutt’uno con la parrocchia. In questo modo teniamo alta l'attenzione sul Dono più grande che Dio ci ha fatto unitamente alla Vita nuova in Cristo Risorto.
È veramente bello e dà gioia al cuore quando ci incontriamo e ci riconosciamo come membra dello stesso Corpo, accomunati dalle tante energie spese nella Carità, e però sempre bisognosi di momenti di raccoglimento e preghiera nell'intimità col Signore.
L'occasione mi è particolarmente lieta perché “ospite” di quanto, persone e cose, ha lasciato Carlo Casini: un’eredità preziosissima che in questi anni ho avuto la provvidenza di conoscere meglio. Da sempre i miei cari, la famiglia Letta, ha guardato a Carlo come a un cristiano esemplare. Mia nonna Maria, mio zio Gianni, mia madre (specialmente nella preparazione delle coppie al matrimonio), le mie zie hanno seguito la sua parabola umana, il disvelarsi di una personalità che, proprio come Madre Teresa al mondo, allo stesso modo ha saputo parlare all'Italia fino a far risuonare la sua voce chiara e forte in Europa.
Per noi Carlo è già santo, manca solo la gloria degli altari: però io segretamente lo “chiamo” e lo invoco perché ci dia più convinzione nell'annunciare e difendere la Vita, più forza, più coraggio, senza fanatismo ma con quel sorriso radioso che illuminava il suo volto.
In questo lunedì anche “un po' toscano” sento la vicinanza spirituale di monsignor Giuseppe Mani che ci ha assicurato una solida formazione in seminario aprendoci alla conoscenza e all'amore per la Chiesa in tutti i suoi movimenti e carismi. In lui, prossimo ai novant'anni, colgo aspetti molto simili al suo conterraneo Carlo: la gioia, l'allegria, la franchezza. Sostenuti da simili testimoni ci mettiamo in preghiera chiedendo la salvezza e la pace per l'umanità.

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