L'ortopedia è sempre più protagonista al Campus Bio-Medico
Nel 2025 sono stati trattati oltre 29.600 pazienti e sono stati effettuati 4.800 interventi chirurgici. L’ad Sormani: «Un modello di cura sempre al servizio della persona». Papalia: «Dialogo continuo tra clinica, ricerca scientifica e sanitaria e formazione»

Più di 29.600 pazienti trattati. Oltre 42.600 prestazioni ambulatoriali svolte. Quasi 4.800 operazioni chirurgiche effettuate, di cui più di 2.300 interventi protesici. Sono questi i numeri principali che fotografano l’attività nel 2025 dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. Sempre più punto di riferimento a livello territoriale e nazionale nella diagnosi e nel trattamento delle patologie dell’apparato locomotore. Un’attività clinica ad alti volumi ed elevata complessità che si sviluppa in stretta integrazione con la ricerca e l’innovazione tecnologica, con l'obiettivo di offrire ai pazienti un’assistenza sempre più personalizzata e centrata sui loro bisogni.
Nell’arco del 2025, l’Unità di Ortopedia e Traumatologia guidata dal professor Rocco Papalia ha registrato 42.639 prestazioni ambulatoriali, di cui 22.390 prime visite, 11.529 controlli e 8.720 trattamenti come, ad esempio, le infiltrazioni. I ricoveri sono stati 4.946, mentre le operazioni chirurgiche hanno raggiunto quota 4.762. Particolarmente rilevante risulta essere l’attività di chirurgia protesica con ben 2.332 interventi, tra cui 2.205 protesi di anca e ginocchio e 127 protesi di spalla.
Numeri che raccontano non solo una crescita quantitativa, ma anche un modello di cura «che mette competenze cliniche e tecnologie avanzate sempre al servizio della persona - sottolinea Paolo Sormani, amministratore delegato e direttore generale del policlinico Campus Bio-Medico -. È la missione del Policlinico da oltre trent’anni - aggiunge -, portata avanti ogni giorno per rispondere in modo sempre più appropriato ai bisogni dei cittadini attraverso percorsi terapeutici innovativi e costruiti su misura di ogni paziente. In ambito ortopedico - precisa - l'obiettivo è aiutare le persone a tornare a camminare senza dolore, a riprendere il lavoro o l’attività sportiva, e a migliorare in modo concreto la qualità della loro vita».
Gli fa eco Rocco Papalia, direttore dell’Unità e rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. «L’ortopedia è oggi una disciplina che richiede un dialogo continuo tra clinica, ricerca e formazione - spiega -. Nel nostro Policlinico le nuove tecnologie – come la pianificazione tridimensionale e i sistemi robot assistiti – sono parte integrante della pratica quotidiana e supportano il chirurgo sia nella preparazione che nell’esecuzione dell’intervento. Un'evoluzione che si traduce in cure più precise e sicure per i pazienti e che risulta fondamentale anche per la crescita professionale dei medici di domani».
In questo quadro si inserisce anche la recente attivazione dello HumanJoint Orthopaedic Innovation Center, la nuova progettualità strategica che amplia e potenzia l’offerta sanitaria del policlinico, specificatamente dedicata alle patologie dell’apparato locomotore. Un cammino che conferma l’ortopedia come uno degli ambiti di maggiore crescita della Fondazione, in una prospettiva orientata all’eccellenza clinica. Ma sempre con al centro la persona e i suoi bisogni.
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