Così l'abuso digitale travolge l'infanzia: i dati, le vittime. i criminali

Don Fortunato di Noto: “I bambini vittime di abusi sessuali nel mondo sono milioni e milioni. Sempre più neonati, sempre più donne che abusano bambini"
February 24, 2026
Così l'abuso digitale travolge l'infanzia: i dati, le vittime. i criminali
La presentazione del Report di Meter/foto Pino Ciociola
Garantito: “Chi non vede, non può capire”. Che è in qualche modo lo slogan del “Report annuale 2025” sulla pedofilia e pedopornografia dell’Associazione Meter, presentato stamattina a Roma (fra gli altri, con Gianfranco Costanzo, capo Dipartimento per le Politiche della famiglia, e dopo il messaggio del presidente della Camera, Lorenzo Fontana). Report che è chiaro fin dalla frase che apre il comunicato stampa: “L’abuso digitale travolge l’infanzia”. Poi, mette subito in chiaro anche don Fortunato di Noto, che ha fondato Meter trent’anni fa e la presiede: “I bambini vittime di abusi sessuali nel mondo sono milioni e milioni, continuano ad aumentare gli abusi su neonati e le donne che abusano bambini (11.240 video e 320 immagini) – spiega -, sono sempre più anche i bimbi disabili abusati e quelli fatti abusare da animali” (24 gruppi attivi su Signal, undici anni l’età media delle vittime).
Non solo, esplode la pedocriminalità, cioè il traffico in rete gestito da “strutture ben organizzate”, i link attraverso cui i pedofili si scambiamo materiali sono sempre più “effimeri” (vale a dire che restano on line qualche ora, poi si autocancellano). Infine, le indicazioni di alcuni sono sempre più scoperte: “Passare dalla pedofilia come perversione alla pedofilia culturale, considerandola un orientamento sessuale”, avvisa ancora don Di Noto. Che annota: “Molti piccoli abusati si sono suicidati e, comunque, un abuso condiziona tutta la vita”. Un tunnel degli orrori infinito, mostruoso, durissimo da abbattere o almeno aggredire. “La ricerca e l’offerta di materiale pedopornografico sono costanti – dice Ivano Gabrielli, direttore del Servizio di Polizia postale e per la sicurezza cibernetica -, occorrono più strumenti, sono decisive le intercettazioni e lo sarebbe ancora di più avere la possibilità di entrare subito nelle comunicazioni criptate”.
Va giù senza remissioni anche la Garante per l’Infanzia e l’adolescenza Marina Terragni: “La situazione peggiora – sottolinea -, si può parlare di pedofilia di massa, che ha avuto un formidabile slancio con le tecnologie digitali”. Roba scioccante, una vera propria “violenza al nostro futuro”, che “somiglia a un suicidio anche questo di massa”. Poi Terragni annota una certa “spinta a depenalizzare la pedofilia” e chiude così: “Ogni volta che si cerca di discutere di pedofilia, si viene silenziati da una lobby potentissima, padrona del mondo e del mondo virtuale”.
Un po’ di numeri del Report. Nel 2025 Meter ha identificato 8.213 minori vittime di deepnude, ovvero immagini generate artificialmente in cui i minori vengono denudati o manipolati digitalmente. Dato che si aggiunge alle 785.072 immagini e ai 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori. I minori più coinvolti nel materiale pedopornografico hanno fra otto e dodici anni (422.368 foto individuate), poi fra tre e sette anni (360.563 foto) e fra zero e due anni (1.972 immagini), stesso andamento per i video. Ancora. Sono stati individuati 505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale pedopornografico, tra i Paesi e territori maggiormente interessati figurano la Nuova Zelanda con 177 segnalazioni, il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano con 110, il Montenegro e la Russia con 46 ciascuno e gli Stati Uniti con 44. Tra i domini nazionali controllati da Meter c’è anche il dominio italiano .IT con 14 segnalazioni effettuate. Sui domini generici sono stati segnalati 1.532 link. Tra questi, sono state individuate 5 macro-cartelle compresse contenenti 4.964 ulteriori archivi (permettono di accumulare e distribuire grandi quantità di materiale pedopornografico), l’accesso avviene generalmente previa registrazione e/o pagamento. I canali principali per diffondere e scambiare materiale pedopornografico? TikTok, Telegram, Signal, ma anche aree meno accessibili della rete come il Dark Web.
Risultato finale? L’Associazione Meter fa un appello a istituzioni, organizzazioni, operatori della comunicazione e dell’informazione perché si porti all’attenzione della collettività “un fenomeno grave e diffuso: la pedofilia e lo sfruttamento dei minori. Ogni numero rappresenta una vittima, un bambino o adolescente sopravvissuto agli abusi, un minore che cerca voce e protezione”. E non se ne esce: “Solo attraverso un impegno condiviso tra società civile, giornalisti e istituzioni sarà possibile ridurre il silenzio attorno a questi crimini, offrire supporto alle vittime e contrastare efficacemente ogni forma di abuso”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA