Il cicloturismo pedala sempre più forte: 49 milioni le presenze in Italia nel 2025
Alla Fiera di Padova si chiude la manifestazione di settore. Il rapporto Isnart-Unioncamere con Legambiente e le proposte Fiab. A giugno a Sanremo l'Oscar per le ciclovie più belle e servite

In un Paese che continua ad attrarre flussi turistici sempre più consistenti ma anche fortemente concentrati in poche aree (secondo i dati del ministero del Turismo il 75% dei turisti si concentra sul 4% del territorio italiano), il cicloturismo si configura come una risposta concreta all’overtourism, capace di distribuire i visitatori su aree meno battute e di valorizzare borghi e aree interne. Perché viaggiare in bicicletta, non è soltanto una modalità alternativa di muoversi: la bicicletta è uno strumento di scoperta e di forte connessione con il territorio, tanto che un cicloturista su due affianca alle pedalate la visita dei centri storici, l’esplorazione del patrimonio culturale e le esperienze enogastronomiche. E sono sempre di più i viaggiatori che si muovono mettendosi in sella e pedalando. Lo dicono i numeri: secondo il rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart e Unioncamere in collaborazione con Legambiente, nel 2025 si stimano circa 49 milioni di presenze cicloturistiche, capaci di generare un impatto economico pari a 6,4 miliardi di euro. Una crescita che trova conferma anche nelle analisi della Fiab – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, secondo cui il settore è destinato a espandersi ulteriormente fino a superare gli 11 miliardi entro il 2033. Numeri e tendenze che emergono dalla quinta edizione della Fiera del Cicloturismo 2026 che si chiude oggi a Padova, l’appuntamento organizzato da Bikenomist che da venerdì ha portato fra i padiglioni del centro veneto forum, workshop, talks, ride, eventi, 265 espositori (+63% rispetto all’edizione 2025) e 40 tour operator internazionali.

«Dall’identikit del cicloturista emerge una crescita importante della componente femminile, sempre più protagonista di questo segmento», sottolinea Loretta Credaro, presidente di Isnart, evidenziando come il fenomeno rappresenti anche «un’opportunità concreta per creare nuove occasioni di auto-imprenditorialità, anche al femminile, nei territori». Le donne raggiungono il 47,1% dei cicloturisti nel 2025, in forte aumento rispetto all’anno precedente, mentre cresce anche la presenza dei giovani della Gen Z, oggi al 17,3%, attratti da un turismo attivo, sostenibile e ricco di esperienze autentiche. «È la dimostrazione di come il cicloturismo rappresenti un’opportunità di inclusione per qualunque fascia della popolazione. Questo è il messaggio che promuoviamo da sempre come Fiera del Cicloturismo: una vacanza in bicicletta è veramente per tutti”, ha aggiunto Pinar Pinzuti di Bikenomist, direttrice della Fiera del Cicloturismo, secondo la quale è evidente “la crescita di un movimento che meriterebbe una policy nazionale dedicata, così da divenire ancora più competitivo anche sui mercati esteri».
A caratterizzare questo nuovo viaggiatore è anche il forte legame con il digitale, con sei cicloturisti su dieci che scelgono online itinerari e destinazioni e uno su due che condivide l’esperienza sui social, contribuendo a rafforzare l’attrattività di un turismo che si nutre di racconto e condivisione. Sale la spesa, generando un impatto economico diffuso: il cicloturista spende in media 69 euro al giorno pro-capite per l’alloggio (65 euro nel 2024) e 91 euro per gli altri acquisti di beni e servizi sul luogo di vacanza (70 euro nel 2024). Grande interesse anche per l’enogastronomia locale, con una spesa media giornaliera a persona nei ristoranti di 22 euro, e di 10 euro per gli acquisti di prodotti tipici locali; ma anche per i servizi termali e wellness (circa 17 euro a persona al giorno).
«Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico del Paese», osserva Sebastiano Venneri di Legambiente, sottolineando come anche il settore del noleggio bici rappresenti «un indicatore dello stato di salute del comparto» e come le esperienze analizzate dimostrino la capacità del cicloturismo di generare «buona economia distribuita e un significativo indotto sul territorio».
La crescita della domanda è accompagnata infatti da un rafforzamento dell’offerta, con un aumento del 47% dei punti di servizio nel noleggio biciclette e un modello sempre più capillare. Con proposte e itinerari sempre più diffusi praticamente in tutte le regioni. Ogni anno, a tal proposito, il Green Road Award 2026 - l’Oscar del Cicloturismo premia le Regioni che investono in infrastrutture e servizi per la vacanza su due ruote: arrivato all’undicesima edizione, c’è tempo per le Regioni fino all’8 maggio per proporre, ognuna, fino a due ciclovie. La premiazione è prevista a Sanremo - in onore della Cycling Riviera, salita lo scorso anno sul gradino più alto del podio - venerdì 5 giugno, nella settimana che celebra le due ruote con la Giornata mondiale della Bicicletta del 3 giugno. «Andare in bicicletta- dice Ludovica Casellati, esperta di cicloturismo e ideatrice del premio - fa bene al corpo e alla mente perché mette al centro le persone e loro inclinazioni. Vedere il mondo dal sellino di una bici consente davvero di riconnetterci con noi stessi e contribuisce in modo importante al miglioramento del benessere personale e della qualità della vita, oggi una necessità tutt’altro che secondaria. Questa è la ragione ispiratrice del tema scelto per questa edizione: il Silenzio. In bicicletta il mondo abbassa la voce e restano il suono delle ruote sull’asfalto, il respiro che trova il suo ritmo e la melodia della natura che ci avvolge e accompagna. È in questo spazio silenzioso che il viaggio diventa ascolto».
In questo contesto di grande interesse per il cicloturismo si inseriscono strumenti come il portale Bicitalia, promosso da Fiab, che integra itinerari verificati e strutture bike-friendly, facilitando la pianificazione dei viaggi. «La promozione del cicloturismo è una vera e propria politica di sviluppo territoriale», afferma Susanna Maggioni, vicepresidente Fiab, spiegando che questo tipo di turismo «permette di ridistribuire i flussi, valorizzare aree meno conosciute e costruire territori più vivibili», contribuendo concretamente a contrastare l’overtourism.
Accanto ai dati, emergono anche esperienze e buone pratiche che raccontano la direzione del settore. A livello europeo, l’iniziativa Women in Cycling, promossa dalla European Cyclists’ Federation, lavora per rendere più inclusivi i settori della mobilità e del turismo, sostenendo la partecipazione e la leadership femminile. Sul fronte dei giovani, il progetto Bike Wanderer di Active Hungary propone camp cicloturistici itineranti che uniscono attività outdoor, educazione ambientale e scoperta di territori meno conosciuti, offrendo un modello innovativo di turismo attivo e sostenibile.

Se si cerca ciò che serve per una vacanza in bicicletta a Padova sono presenti oltre 120 stand: regioni e territori, esperienze locali, prodotti come bici e accessori, tour organizzati, servizi dedicati a trasporti e logistica. Le Regioni italiane che hanno aderito sono 12 e 9 le Nazioni, che proporranno gli itinerari più iconici e le nuove tratte.
Per chi non ha ancora deciso dove andare per le prossime vacanze e vuole uscire dai confini nazionali, la Spagna propone gli scenari del Cammino di Santiago, la Via dell'Argento, il Cammino del Cid, la Transpirenaica, la TransAndalus e la fitta rete di Vie Verdi. È comoda da raggiungere e presenta dei percorsi interessanti lungo verdi vallate fluviali e colline, toccando borghi e castelli, in Croazia si pedala lungo la Ciclabile della Mura e della Drava, dalle coste cristalline dell’Adriatico alle pianure continentali. Pedalando alla scoperta dei villaggi del Nebbiu, vere fortezze costruite sulle pendici delle montagne, su un itinerario di 60 km, si ha una visione d’insieme della Corsica, e se la si vuole conoscere proprio tutta basta seguire la GT20 (Grande Traversata Corsica) che è un percorso di 600 km da Bastia a Bonifacio. Pedalando sulle orme dell’uomo neolitico fino al mondo moderno, dove l’Oriente incontra l’Occidente, in Turchia si trovano percorsi per gli amanti della mountain bike e la provincia di Muğla è il luogo ideale con percorsi che offrono panorami mozzafiato e accesso a antiche rovine.
Se si vuole pedalare in Italia, anche solo per un weekend, sono tante le destinazioni che offrono percorsi, servizi e ospitalità adatta per gli amanti della vacanza in bicicletta. Partendo dalla regione ospitante, il Veneto, si possono percorrere alcune tra le più belle ciclovie italiane come l'Anello ciclabile dei Colli Euganei (63 km) o la Ciclovia Treviso-Ostiglia (70 km), spesso sono percorsi che coniugano sport e benessere, attraversando territori termali, colline e borghi. Prima regione italiana ad aver creato l'Atlante dei percorsi cicloturistici, la Toscana offre 20.000 km di itinerari, tra cui Strade Bianche, l'Eroica, il Sentiero della Bonifica, l'Anello della Costa degli Etruschi, l'Anello di Abetone, per citarne alcuni. Dai Sassi di Matera ai calanchi lunari, se si vuole scoprire la Basilicata in sella, si possono scegliere i grandi percorsi permanenti oppure gli eventi che uniscono competizione e condivisione. L’Anello Parchi lucani è il percorso simbolo con i suoi 725 km suddiviso in 15 tappe che connettono Matera alla Rabatana di Tursi fino ai Laghi di Monticchio. Un percorso permanente, le Strade di Marca, attraversa le Marche, permettendo di scoprire borghi storici, paesaggi rurali e tradizioni locali. A questo si unisce il progetto Marche Outdoor, che include 24 percorsi ciclabili ad anello, geo-referenziati e consultabili tramite il sito web dedicato e una app specifica. Per chi ama andare a conoscere le bellezze cittadine, sono tante le città “bikefriendly” che offrono spunti e idee per una vacanza su due ruote. La provincia di Brescia presenta percorsi e pacchetti cicloturistici integrati con bike hotel, cultura, enogastronomia, in grado di rivolgersi a famiglie, amatori e sportivi. Da non perdere, la Ciclovia dell’Oglio, un itinerario di circa 280 km, che dal Passo del Tonale, attraversa l’area Unesco delle Incisioni Rupestri, costeggia il lago d’Iseo e si insinua tra i vigneti della Franciacorta, attraversando la pianura bresciana fino al Po.
Dalla fiera di Padova emerge un quadro chiaro e una visione di futuro: la certezza che il cicloturismo non è più una nicchia, ma una leva strategica per lo sviluppo turistico del Paese, capace di coniugare sostenibilità, economia e valorizzazione dei territori. Un fenomeno in crescita, sempre più inclusivo e trasversale, che intercetta nuovi pubblici e nuove esigenze e che, per continuare a svilupparsi, richiede ora una visione sistemica, infrastrutture e politiche dedicate in grado di accompagnarne tutto il potenziale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi






