Cnr in campo per la Giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo
di Redazione romana
Nella sede centrale del Consiglio nazionale delle ricerche un evento che unisce cinema, ricerca, cultura e innovazione tecnologica per esplorare nuovi percorsi per l'inclusione e la vita autonoma

Un ponte tra ricerca scientifica e cinema per favorire l’inclusione sociale delle persone autistiche. È quello che cerca di costruire l’evento promosso dal Consiglio nazionale delle ricerche in occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, “Oltre lo spettro: scienza e cinema senza barriere”, in programma nella Sala Marconi della sede centrale del Cnr, a Roma, il 2 aprile prossimo (qui il programma completo). Un momento di riflessione e proposta pensato per esplorare i possibili percorsi di autonomia che il connubio tra innovazione tecnologica e cultura è in grado di suggerire.
La giornata si aprirà con i saluti del presidente del Cnr, Andrea Lenzi, e del direttore del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale, Salvatore Capasso. Mentre ospite d’onore sarà Greta Scarano, conosciuta al grande pubblico come attrice in serie di successo come “Romanzo Criminale” e “Suburra”. Ma soprattutto regista di “La vita da grandi”, il suo film d’esordio uscito lo scorso anno, nel quale affronta uno dei nodi più delicati per le famiglie di ragazzi e ragazze autistiche: il “dopo di noi”, di cui questo giornale si è sempre occupato.
I ricercatori del Cnr parleranno di tecnologie digitali e ambienti immersivi per favorire l’autonomia e lo sviluppo delle competenze, di strumenti basati sull’intelligenza pensati per l’inclusione sociale. Oltre a progetti di ricerca partecipativa sviluppati con comunità educanti, famiglie e territori, e percorsi di supporto personalizzati e scalabili orientati alla qualità della vita e all’autodeterminazione.
L’idea è di favorire un approccio integrato, nel quale il dialogo tra scienze umane, mediche e tecnologiche ricopre un ruolo determinante. «Senza questa integrazione, molte soluzioni scientifiche falliscono perché non sono accettate o comprese dagli utenti», sottolinea infatti Capasso. «L'obiettivo finale è quindi quello di costruire reti solide tra istituzioni, scuole, famiglie e territorio – prosegue – per promuovere una cultura dell’inclusione fondata su prove scientifiche e partecipazione».
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